I sindaci del bacino Ambiente sono per il nuovo inceneritore

Annunciate nuove iniziative per la riduzione dei rifiuti con lo stop all’usa e getta Mozioni pro e contro il progetto in consiglio comunale, slittata la discussione

Le due mozioni, una di maggioranza e l’altra di opposizione, sul progetto Veritas-Ecoprogetto sull’inceneritore di Fusina ieri non sono state discusse e slittano, quindi, alla prossima convocazione del consiglio comunale. Ieri a Venezia nella seduta preclusa al pubblico causa Coronavirus e trasmessa in streaming il tema era all’ordine del giorno delle mozioni, ma è stato rinviato. I comitati ambientalisti avevano chiesto ai consiglieri comunali di bloccare l’autorizzazione.

Intanto il Consiglio di Bacino Venezia Ambiente ha espresso parere favorevole all’impianto di valorizzazione energetica del Css (il Combustibile solido secondario derivato dal trattamento del rifiuto secco residuo) e di altre biomasse che Veritas ha chiesto di poter realizzare a Fusina. Il Consiglio di Bacino è l’ente di programmazione, organizzazione, affidamento e controllo del servizio pubblico di gestione integrata dei rifiuti urbani nei 44 Comuni del territorio metropolitano di Venezia, più il Comune di Mogliano Veneto (che ricade sotto la provincia di Treviso). Ne fanno parte i sindaci (o dagli assessori delegati) dei Comuni che ricevono il servizio e il Gruppo Veritas è il gestore unico in tutto il territorio del Bacino Venezia Ambiente.


Il progetto – presentato da Ecoprogetto Venezia, società controllata da Veritas - è attualmente all’attenzione della Commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale per il parere di competenza. Il parere è atteso per l’estate. Il progetto risponde, scrive il Bacino, alla «necessità di trovare collocazione e recupero dei flussi del rifiuto urbano indifferenziato e differenziato, nel rispetto dei principi di autosufficienza e prossimità». Per i sindaci tra i punti di forza del progetto ci sono la flessibilità, che consentirà ai Comuni di attuare politiche di riduzione della quantità dei rifiuti, ad esempio eliminando l’usa e getta e il riuso di alcuni beni e materiali (indumenti, mobili e altri oggetti per la casa). Poi la possibilità di aumentare ulteriormente la quantità di materiali differenziabili e riciclabili, fino ad arrivare al 76% di media territoriale e al 65% nei Comuni del Litorale, che più risentono della grande presenza turistica. Nel 2019, dice Veritas, per la prima volta, la media di differenziata del territorio di Veritas ha raggiunto il 70,74% (69,1% nel 2018). Ceggia ha sfiorato il 90% (89,33%), 15 Comuni hanno superato l’80% e altri 15 il 70%. Il terzo punto di forza è la possibilità di diminuire la quantità dei cosiddetti sovvalli (gli scarti), con conseguente riduzione dei costi per il loro smaltimento. I sindaci hanno deciso che prossimamente saranno messe in atto iniziative per la riduzione della quantità dei rifiuti, ad esempio con lo stop all’usa e getta e alla plastica monouso, azioni per il miglioramento della qualità delle raccolte differenziate e la riduzione del rifiuto secco residuo. Ma il progetto resta comunque al centro di critiche in città e provincia. —

M.Ch.

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