Fusina, attivisti ambientali occupano la centrale Enel a carbone

Circa 150 ragazzi dei centri sociali hanno bloccato l'impianto, il quinto in Europa per consumo di carbone

FUSINA. Circa 150 attivisti e attiviste dei centri sociali del nord-est hanno fatto irruzione questa mattina nella centrale elettrica Palladio di Fusina, accanto a Porto Marghera, la quinta per grandezza in tutta Europa. 
 
Dopo aver bloccato il cancello di ingresso gli attivisti sono entrati nell'immensa struttura responsabile del consumo di 700 tonnellate di carbone al giorno. Con lo scopo di bloccare la centrale gli attivisti sono saliti su una delle strutture più alte per calare striscioni e occupare i nastri trasportatori del carbone. 
 
Il primo striscione calato recita: "one solution: revolution". Glo occipanti chiedono a gran voce la dismissione immediata di questa e di tutte le fabbriche di carbone d'Europa.
 
Lo striscione "Siamo l'antidoto al capitalismo" è stato fissato ai nastri trasportatori del carbone, mentre gli attivisti li hanno occupati. Gli occupanti poi si sono diretti anche verso i depositi di carbone della centrale.
 
 
Tra gli obiettivi della protesta bloccare anche il progetto di inceneritore che potrebbe essere costruito in zona e che sta aspettando l'esito della Commissione valutazione impatto ambientale (Via) regionale.
 
La centrale Palladio è l'unica rimasta delle due un tempo presenti nella zona di Marghera. Era destinata a chiudere ma Enel, all'interno del progetto di decarbonizzazione, ha deciso per la riconversione a gas entro il 2023.
 
In una nota di Enel si spiega che “l’azienda ha già presentato il progetto per la riconversione del sito con un impianto a gas ad altissima efficienza, indispensabile per assicurare la cessazione della produzione a carbone e la gestione in sicurezza della rete elettrica, e l’iter di approvazione del progetto è in corso. Inoltre, l’Azienda sta sviluppando l’installazione di capacità fotovoltaica all’interno del sito, come parte della più generale iniziativa di sviluppo di nuova capacità rinnovabile su tutto il territorio italiano. In linea con l’obiettivo di azzerare le proprie emissioni di CO2 entro il 2050 a livello globale, Enel si è impegnata a ridurre del 70% le emissioni dirette di gas serra per kWh entro il 2030 rispetto al 2017”.
 

 

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