«Manifestazione col bavaglio» Canal Grande vietato ai remi

Sale la protesta delle associazioni remiere che si sono date appuntamento  alle 11 in Bacino per il corteo contro il moto ondoso. «Divieti vergognosi»

Controlli sulla velocità e sulle emissioni dei motori. Lotta al moto ondoso e sanzioni certe a chi non rispetta le regole. E un sistema di gestione del traffico in grado di proteggere la città. Perché in terraferma ci sono i limiti e in laguna no? È questa la parola d’ordine delle 38 associazioni remiere che hanno aderito alla manifestazione contro il moto ondoso che si svolgerà stamattina a partire dalle 11 in bacino San Marco. «A 46 anni dalla prima Vogalonga che denunciava il problema della distruzione della laguna nulla è cambiato», accusano, «anzi, le barche a motore in laguna sono passate da 12.500 a quasi centomila».

Protesta che coinvolge il mondo delle associazioni, ma anche comitati di cittadini. E nasce sotto il segno della polemica. Comune e Prefettura infatti non hanno concesso alcuna deroga al divieto di manifestare in Canal Grande (previsto da una circolare prefettizia del 2009). Né hanno accolto la richiesta delle remiere di far passare in Canal Grande kajak e barche del canottaggio dirette a San Marco. «Ci eravamo impegnati a gestire gli arrivi in sicurezza», dice il presidente del coordinamento Giorgio Nardo, «ma non ne hanno voluto sapere».


È in vigore un’ordinanza che limita il passaggio di kajak e barche del canottaggio. Nel Canal Grande dove spesso transitano taxi a gruppi – senza rispettare l’ordinanza che prevede almeno una distanza minima di 12 metri – il pericolo sono le barchette del canottaggio. «Una vergogna», attacca la consigliera comunale del Pd Monica Sambo, «in Canal Grande permettono tutto, ma vietano lo svolgersi di una manifestazione pacifica e civile contro il moto ondoso».

«Manifestiamo col bavaglio», accusa il consigliere Paolo Cuman, «un’offesa alla nostra civiltà del remo»,

Polemica rilanciata dalle associazioni del «Patto per una città consapevole». «La questione del moto ondoso è arrivata a un punto di non ritorno», dice il portavoce Claudio Madricardo, è ora di cominciare ad affrontare il problema che minaccia Venezia quanto le acque alte. Invece hanno vietato il corteo lungo il Canal Grande. Le deroghe ci sono state per i cortei di Carnevale, le lauree, le sfilate per lo scudetto della Reyer. Per le barche a remi no. Non intendiamo rinunciare al diritto di manifestare pacificamente in Canal Grande». Duro anche il presidente della Municipalità di Venezia Andrea Martini. «Paradossale che il Canal Grande, luogo per eccellenza delle barche a remi, resti vietato alle remiere. È una sconfitta della democrazia in città, ma anche una grande dimostrazione di debolezza da parte di un’amministrazione che non sa far tesoro delle critiche e del pensiero non allineato». «Il moto ondoso è un problema di tutti. E i suoi effetti non sono colpa del caso o del vento, ma di scelte precise che devono essere profondamente riviste».

Polemica che coinvolge anche le altre categorie che lavorano sul’acqua, un po’ infastidite dall’iniziativa. Non partecipano i gondolieri. «Mettiamo delle pattuglie a controllare se le barche a remi hanno le dotazioni di sicurezza», dice sarcastico Luigi Garizzo della Serenissima taxi, «se hanno il salvagente e le luci. Le norme valgono anche per loro». —

Alberto Vitucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi