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Lavori marittimi, Chioggia resta leader «Ma con la crisi abbiamo perso il 40%»

Ivano Boscolo Bielo: «Con la chiusura del Mose le commesse non sono più in zona: dobbiamo accettare lavori all’estero»

Elisabetta B.Anzoletti
2 minuti di lettura



Attività di dragaggi con 27 barche, impresa edile, società di logistica e di eventi a Venezia, ma anche alberghi, una spiaggia, un centro medico e una squadra di calcio. Un imprenditore a 360 gradi che guida un team di 160 persone. Questo l’identikit professionale di Ivano Boscolo Bielo, sottomarinante doc, classe 1961. Un cosiddetto “self made man” che ha iniziato da giovanissimo, aiutando il padre e il nonno a bordo dei burci, per poi scalare passo passo tutte le tappe fino a diventare imprenditore di successo.

Con Boscolo Bielo continua il viaggio della Nuova tra i personaggi che ben conoscono le potenzialità inespresse di Chioggia e le molte risorse da potenziare.

Oggi tutti la conoscono come un imprenditore affermato e che ha saputo diversificare, ma la sua prima passione rimangono le opere marittime. Qual è lo stato di salute del comparto?

«Il settore rimane importante per la città, con un fatturato di 100 milioni l’anno per 500 addetti, impegnati in una quindicina di imprese. Nel comparto dei lavori marittimi Chioggia spicca a livello nazionale con una flotta imponente e d’avanguardia. Un settore talmente importante che fino a qualche anno fa si era addirittura riunito in una sigla, il Consorzio Chioggia Nuova, per avere un peso unico e complessivo nelle sedi istituzionali.

Oggi il Consorzio non esiste più, ma l’importanza è rimasta invariata dato che nell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) si trovano rappresentanti chioggiotti a tutti i livelli: vicepresidente nazionale nell’Ance giovani Stefano Boscolo Anzoletti, nel consiglio provinciale Carlo Tiozzo e ci sono anch’io come tesoriere. Il settore dragaggi è così importante che all’interno dell’Associazione è stato previsto uno specifico gruppo di lavoro per le opere marittime in modo che il comparto possa far sentire la propria voce e rappresentare le giuste istanze.

In questo gruppo di lavoro le imprese di Chioggia sono ampiamente rappresentate e svolgono un ruolo propositivo e di discussione per cercare di risolvere i problemi della categoria».

Anche il mondo dei dragaggi, come l’economia in generale, risente della crisi congiunturale degli ultimi anni?

«Sì anche il settore si è dovuto ridimensionare. Con la chiusura del Mose le commesse non sono più in zona, dobbiamo accettare lavori in Sardegna, Puglia, Sicilia, ma anche all’estero, in Marocco, in Giordania. Gli appalti sono sempre più difficili e con ribassi pesanti e difficoltà nei pagamenti. Ma le nostre sono imprese storiche, di famiglia, anche con sforzi importanti, nessuna ditta locale si è arresa al momento di crisi, qualcuna si è ridimensionata, ma l’attaccamento al lavoro non è mai venuto meno. I numeri si sono ridotti mediamente del 40% con la crisi, ma rimangono determinanti a livello nazionale. Nel settore delle opere marittime rimaniamo un comparto leader in Italia e in Europa».

A suo tempo il Consorzio Chioggia Nuova si era battuto per chiedere una “sede” idonea alle imbarcazioni delle opere marittime quando rientrano in città. È stato risolto?

«Purtroppo no. Un problema perenne e finora sottovalutato. Abbiamo mezzi importanti e quando rientriamo ognuno deve andare all’arrembaggio perché non esiste un’area attrezzata e riservata alle nostre imbarcazioni che ovviamente per dimensioni e costi non possono essere ormeggiate in modo fortunoso.

Siamo costretti a lasciare l’equipaggio a bordo con un rincaro dei costi e un disagio per chi rientrato in città dovrebbe poter tornare a casa...».

Le barche sono rimaste un punto fisso della sua attività imprenditoriale, ma non l’unico.

«Oggi posseggo 27 barche e l’attività di dragaggi rimane decisamente importante, ma vi ho affiancato negli anni molti altri rami professionali: l’attività edile, l’attività commerciale e la logistica a Venezia con tre punti vendita, il turismo con due alberghi (Antiche Figure e Canal Grande) a Venezia e uno a Sottomarina, il Mosella, aperto la scorsa estate, un centro medico a piazzale Roma, uno stabilimento balneare e un bar sulla spiaggia a Sottomarina e una darsena da 250 posti barca». —



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