Referendum: la pubblicità del sì rifiutata da Avm. Drappi sui palazzi a rischio multa

Si accende il confronto sulla separazione. Il comitato: «Il sindaco usa l’azienda di trasporti contro di noi»

VENEZIA. Avm rifiuta agli autonomisti la possibilità di fare pubblicità al referendum sugli autobus del trasporto pubblico locale. E i cittadini che hanno esposto gi striscioni dalle finestre - se non li toglieranno - rischiano di essere multati. “+Mestre+Venezia”, la piattaforma a sostegno dei cittadini che si battono per le prospettive delle due città, aveva deciso di fare una campagna pubblicitaria sugli autobus di Mestre.

«Abbiamo contattato la concessionaria per le affissioni sui mezzi, la IGPDecaux» spiegano «abbiamo negoziato la campagna, quali erano i mezzi disponibili, circa 100. La pubblicità sarebbe stata apposta sulle fiancate e sulla parte posteriore. Stabilito i costi, firmato il contratto».



Proseguono: «Qualche giorno fa, quando era pronto il materiale per la campagna, ci dicono via telefono che non se ne fa più nulla. Nessuna spiegazione. Così chiediamo risposta via Pec tramite il nostro legale». A quel punto arriva la risposta, firmata dal direttore sviluppo di IGPDecaux Spa che recita così: «Non avendo avuto l’autorizzazione da parte della concedente, non ci è possibile procedere con l’esposizione della campagna. Spiacenti per l’accaduto, le precisiamo che nessun importo le verrà addebitato».

«L’azienda di trasporti può rifiutare pubblicità, ma deve dare una spiegazione, arrivata solo dopo l’attivazione di un avvocato, e comunque da un’indagine abbiamo evinto che il rifiuto è rarissimo e per motivi evidenti», dicono dalla piattaforma. «Questa vicenda è spiacevole», commenta Nicola Pianon, uno dei promotori di “+Mestre+Venezia”, «mettere un bavaglio alla democrazia non va mai fatto, noi abbiamo ingaggiato un’agenzia che ha fatto solo il suo dovere, c’è stata una contrattazione, abbiamo ottenuto gli spazi, una procedura trasparente. La pubblicità dava un messaggio positivo per nulla aggressivo e offensivo, avercela negata è pesantemente antidemocratico».

Pianon prosegue: «Il fatto, poi, che il sindaco usi un’azienda dei trasporti di tutti per negare che gli stessi cittadini possano comunicare, è grave. Alla stessa stregua è grave il fatto che abbia usato i dirigenti Avm per terrorizzare i cittadini su costi dei biglietti. I quotidiani hanno pubblicato il nostro appello al presidente Mattarella, dopo averlo vagliato in piena libertà di espressione, cosa che non vale per Avm e per il sindaco». E conclude: «Non posso che lamentarmi del sindaco, l’azienda risponde a lui e non vedo altre ragioni se non tenere sotto silenzio la campagna referendaria. Non siamo schierati per nessuno partito, ma per le due città, Mestre e Venezia, che hanno diritto ad avere sindaco e una giunta full time, che si occupino delle rispettive specificità».

All’associazione ribatte Avm: «IGPDecaux rispetta la clausola che qualunque pubblicità deve essere vagliata e autorizzata da noi. Non è vero che non gli abbiamo dato spiegazione, abbiamo negato la campagna specificando che la nostra azienda non accetta messaggi né per il “Sì” né per il “No”, mantenendo equidistanza: non scendiamo nell’agone referendario. Abbiamo spesso rifiutato pubblicità perché avevano messaggi violenti o immagini inadeguate».

Danno erariale? «Ripeto, abbiamo questa possibilità, sta nelle clausole». Nel frattempo il comitato sta riempiendo la città storica di drappi per il “Sì” alle finestre, messaggi ai cittadini da altrettanti cittadini. Da finestre private. Ma coloro che hanno esposto gli striscioni sono stati invitati dalla polizia municipale a toglierli, dal momento che - è stato loro spiegato - si tratta di pubblicità politica. Se non lo faranno, rischiano la multa». —


 

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