Migliaia di veneziani in pellegrinaggio alla Madonna della Salute

Il patriarca Moiraglia ha chiesto alla politica di operare per la salvezza della città "che non va più considerata solo una mercanzia da vendere"

VENEZIA. La festa di tutti i veneziani, di laguna e di terraferma. La ricorrenza della Madonna della Salute si sta celebrando in queste ore nella Basilica disegnata dal Longhena e costruita nel 1687 dopo il voto del patriarca nel 1630 per porre fine alla peste che aveva provocato 47 mila morti.
 
 
Da allora senza alcuna interruzione, il 21 novembre i veneziani compiono in massa il loro pellegrinaggio attraverso il ponte votivo sul Canal Grande, eretto in questi giorni all’altezza di Santa Maria del Giglio e che collega i sestieri di San Marco e Dorsoduro.
 
Durante la messa solenne officiata dal patriarca Francesco Moraglia, in una basilica gremita sono stati toccati i punti della salvezza della città dalle acque alte. «Quest’anno – ha sottolineato il patriarca nella sua omelia - viviamo una festa della Salute molto particolare, dopo quanto è successo nella notte fra 12 e il 13 novembre e nei giorni successivi. Si è sfiorata la tragedia e un nuovo campanello d’allarme è risuonato forte; speriamo sia stato ascoltato».
 
«La sofferenza si fa preoccupazione per questi reiterati eventi che, almeno in parte, sono preventivabili e che abbiamo già vissuto negli ultimi tempi con una crescente frequenza. Sfiorare le tragedie a Venezia non può diventare routine, quasi come fosse un appuntamento da mettere in agenda», ha continuato il patriarca, «Non si può dire: non lo sapevamo. E, come abitanti di Venezia, non possiamo più appellarci o rassegnarci alle “fatalità” o alle “concomitanze anomale”. La città che tutti amiamo non va più considerata come qualcosa da cui ricavare solo profitto; certo, la città deve offrire lavoro e reddito, in particolare ai suoi abitanti, ma non può essere considerata merce da vendere. Sogniamo, quindi, una città a misura d’uomo, abitata da bambini, anziani, famiglie e che si offre al mondo e ai visitatori secondo una proposta turistica sostenibile. Porre in alternativa “lavoro” e “vivibilità” non è accettabile».
 
Quindi l’appello agli abitanti e l’esempio delle centinaia di ragazzi accorsi per togliere i detriti e aiutare i residenti: «Come veneziani, seppur feriti, vogliamo rialzarci e rialzare la città; è stata una buona notizia, per la città di domani, vedere tanti ragazzi che, rimboccate le maniche, hanno incominciato a togliere acqua da negozi, magazzini e abitazioni, aiutando gli altri e dando loro un segno di concreta attenzione. Grazie, ancora, a questi ragazzi veri angeli dell’acqua alta».
 
«Speriamo – si è augurato Moraglia - che l’ennesimo e grave allarme risuonato in questi giorni generi effetti concreti e positivi in tutti, anche nel mondo della politica».
 
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