Separazione Mestre-Venezia, spunta l’ipotesi rinvio del referendum

Discussione tra i comitati per il sì. “Mestre Mia” lancia l’idea, poi nasce il pasticcio. Sitran spiega: «Ipotesi impossibile»

VENEZIA. L’ipotesi rinvio del referendum è durata poche ore. Ne aveva parlato per primo un comunicato dell’associazione “Mestre Mia” sabato sera. «I Comitati Promotori del SÌ al Referendum stanno valutando l’eventuale richiesta alle competenti autorità di poter prevedere uno slittamento di alcuni giorni della data destinata al voto, ciò al fine di consentire la massima partecipazione e serenità ad ordinate operazioni elettorali», spiegavano.

Ieri l’ipotesi è svanita come una bolla di sapone. “Mestre Mia” lo precisa con un nuovo comunicato: «In merito alle valutazioni e all'ipotesi di rinvio della data di celebrazione del referendum per l'autonomia amministrativa, il coordinamento delle componenti autonomiste della terraferma non ravvede la necessità di alcuna proroga, confermando nel contempo piena condivisione e appoggio agli sforzi degli amici veneziani e grande solidarietà ai residenti del centro storico e delle isole.

Le testimonianze di questi giorni recate da cittadini del centro storico, di ogni categoria, avvalorano sempre più la richiesta che venga effettivamente riconosciuta la unicità esclusiva di Venezia, dotandola di adeguato e speciale sistema di governo». Sono questi giorni difficili per il fronte autonomista con l’emergenza ambientale in atto a Venezia, in tutta la sua gravità, che ha eclissato il battage sui social e il dibattito referendario.

Gian Angelo Bellati poi invia una nota dei comitati veneziani: «I comitati Veneziani per la creazione di due comuni autonomi di Venezia e Mestre sono convinti che l’importanza e l’urgenza di trovare soluzioni al problema delle acque alte e alla grande crisi demografica e sociale di Venezia insulare passa anche per il referendum del 1 dicembre e quindi, d'accordo con i comitati di Mestre, rinunciano all’ ipotesi di valutare una richiesta di posticipazione della data del referendum alle Autorità competenti».

E ribadiscono «la grande difficoltà di fare campagne referendarie in questo momento difficile anche per rispetto nei confronti dei cittadini danneggiati dall'acqua alta ma tengono a ribadire l'importanza che i cittadini Veneziani possano essere padroni del proprio destino e di prendere in mano una situazione ormai fuori controllo da decenni». Marco Sitran, firmatario della proposta di legge di iniziativa popolare poco prima aveva spiegato: «Ci abbiamo pensato ma chiedere una proroga alla Regione o al prefetto mi pare impossibile. Non concederanno rinvii», dice Sitran.

«Noi per rispetto della situazione che vive Venezia abbiamo cancellato vari incontri, previsti in questi giorni, dal Lido alla Bragora. E non abbiamo fatto volantinaggi. Giusto così, ci mancherebbe. Ma per il referendum questa situazione pare un colpo gobbo e sull’esito ora siamo preoccupati». Ieri con un video Sitran ha invitato i veneziani alla assemblea cittadina di martedì al Goldoni. Ospite d’onore lo scrittore Antonio Scurati. Il Gruppo 25 Aprile, dopo giorni passati a liberarsi dall’acqua nelle case, si concentra ora sul confronto pubblico del 24 novembre all’Ateneo Veneto. 


 

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