Maltempo a Venezia, la marea scende: scuole riaperte. In 24 ore dalla Russia 1 milione di donazioni

Sollievo dopo l'ansia seguendo le bizze del vento. Brugnaro commissario: «I veneziani si inginocchiano solo per pregare». Un milione di euro di promesse donazioni da parte di russi facoltosi

VENEZIA. Il primo segno sono le scuole, riaperte regolarmente, anche se un paio non sono ancora agibili completamente, e in qualcuna potrebbero esserci problemi elettrici. Ma il rientro degli alunni nelle classi sta a significare che Venezia vuole mettersi alle spalle una settimana di acque alte ripetute ed eccezionali, che hanno messo a dura prova la popolazione e a rischio il suo fragile tessuto urbano.

1 milione dai russi per la ricostruzione. In meno di 24 ore l'ambasciata italiana a Mosca ha raccolto 1 milione di euro di promesse donazioni da parte di russi facoltosi per sostenere il restauro del patrimonio culturale di Venezia, colpito dall'acqua alta.

Lo fa sapere  l'ambasciatore Pasquale Terracciano. Domani verrà lanciata ufficialmente la campagna di solidarietà presso l'ambasciata con un concerto del maestro Valery Gergiev, direttore del teatro Mariinsky di San Pietroburgo, alla vigilia della sua tournée in Cina.

Le previsioni.  Il peggio è alle spalle e Venezia può ora respirare e riprendere a vita, mentre si inizia a fare la conta dei danni. Le previsioni del Centro maree indicano per le 13.20 una massima di 105 cm mentre nella notte, alle 2.45, la marea massima è stata di 78 centimetri.

Una massima ben lontana dai 187 centimetri del 13 novembre e dei 150 cm di ieri. I valori, rilevano ancora dal Centro, nei prossimi giorni saranno contenuti e superano di poco i 100 centimetri. I più 'rilevantì indicano 100 centimetri per le 6.10 e le 14.55 di domani e 105 centimetri alle 6.05 di dopodomani

Polemiche sul Mose a parte, il sindaco Luigi Brugnaro ha voluto dare un segnale di ripartenza, ricordando sì lo scampato pericolo ma anche elogiando la macchina dell'emergenza che ha tenuto in ordine la città, cercando di tenerla il più possibile pulita o almeno sgombra da rifiuti.

Un plauso del primo cittadino innanzitutto per i cittadini, da sempre definiti come 'resilientì di fronte alle avversità, citando la presidente del Senato Casellati che aveva affermato che «i veneziani, i veneti, sono in ginocchio solo quando pregano».

E richiamando anche un'altra tragica pagina del recente passato: «Grazie agli italiani che ci stanno esprimendo un grande amore - ha aggiunto Brugnaro - un grande affetto. Questo ci fa bene al cuore. Venezia si rialzerà, come si è rialzata la Fenice». «Intanto - ha riepilogato, parlando a San Marco - abbiamo fatto ripartire la città», facendo riferimento all'impegno di quanti hanno gestito l'emergenza con ordine, a partire dai netturbini della municipalizzata Veritas, che in questi giorni non hanno smesso di raccogliere rifiuti, con un'impennata del 20% rispetto ai giorni normali, e di posare - ma anche togliere, vista la marea - le passerelle per i pedoni.

Calandosi quindi nei panni del commissario delegato per i danni dalla mareggiata, il primo cittadino ha indicato come prima preoccupazione quella «di sostenere la popolazione che non può vivere nelle sue case e dovrà essere alloggiata da qualche parte.

Adesso il commissario, viste le necessità, erogherà i contributi. Poi dobbiamo rimetterci in carreggiata. Nel frattempo va rivitalizzata la città: vanno risistemati i traghetti, i pontili, le briccole; quei soldi li abbiamo già spesi, anche se non li avevamo. Domani presenteremo su internet le schede per i finanziamenti a privati e imprese.

Per i lavori più duraturi - ha precisato - ci sono delle previsioni di legge». Il ringraziamento del sindaco è andato poi anche alle istituzioni e al mondo politico di tutti i fronti: «Si sono comportati bene - ha detto - primo fra tutti il Presidente della Repubblica che mi ha telefonato, si è messo a disposizione, ha attivato il Governo. È lui che fa la 'regià di questo Paese, è una persona di una attenzione e di un ascolto che ha dell'incredibile, e si muove, in silenzio ma si muove.

Questo, e lo dico agli italiani, è una grande fiducia per me e per le istituzioni». Poi una parola per il Governo, per il ministro delle Infrastrutture De Micheli «che mi ha telefonato subito chiedendo di cosa avessi bisogno. L'ho sentita vicino, è importante», ha aggiunto.

«È arrivato il primo ministro Conte - ha quindi elencato - il ministro Lamorgese, Zaia è sempre stato qui, mi ha dato fiducia con tutta la struttura della Protezione civile. C'è stato un grande sentimento di unità. Poi è venuta l'opposizione, è venuto Salvini, è venuto Berlusconi, non sono cose da poco. Abbiamo remato tutti dalla stessa parte, è in gioco la credibilità del Paese. Èquestione di tutti - ha concluso - non solo di Venezia». 

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