Venezia e il litorale sott'acqua, città vicina al collasso. Il premier Conte: ora stato d'emergenza. Tutto quello che c'è da sapere sull'alluvione

Danni ingenti. È stata allagata da 120 cm di acqua la cripta della Basilica di San Marco. La Regione formalizza la richiesta di calamità naturale al Governo. Segui qui tutti gli aggiornamenti 

VENEZIA. Disagi, una vittima e gravi danni per la grossa mareggiata in corso a Venezia in queste ore. Dopo il record di ieri, martedì 12 novembre, alle 22.50 con il picco di acqua ad un metro e 87 - la seconda misura nella storia della Serenissima subito dietro ai 194 centimetri del 1966 -  alle 10.20 è arrivata una nuova super marea, vicina al metro e 45. Venezia è in ginocchio a causa dell'Acqua granda.

"Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l'80% delle città è sott'acqua, danni inimmaginabili, paurosi", dice il Presidente del Veneto della Lega, Luca Zaia.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è arrivato a Venezia e si è subito recato  al centro operativo avanzato alla sede della polizia municipale di palazzo Papadopoli.  "Il governo si riunisce giovedì e non ci sono ragioni per non decretare lo stato di emergenza e sbloccare i primi fondi. Il governo c'è".

«Questo pomeriggio a Venezia, duramente colpita dal maltempo. Voglio vedere da vicino i danni e rendermi conto della situazione. Con la Protezione civile massima attenzione anche alle altre regioni», ha detto Conte.

Ci sono anche delle vittime. Una persona è morta nell'isola di Pellestrina: un anziano di 78 anni, Giannino Scarpa, rimasto fulminato mentre cercava di far ripartire le elettropompe nella sua casa allagata.

Per cause di forza maggiore, vista l’acqua alta eccezionale, rimuoviamo ogni barriera e limite alla lettura e aggiorneremo il sito minuto per minuto con le notizie utili per affrontare una giornata difficile

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GLI AGGIORNAMENTI

Sono già suonate le sirene d'allarme per il nuovo picco previsto di alta marea a Venezia. La previsione aggiornata del Centro maree è di 160 centimetri alle ore 10.30.

valore massimo alle 23.35. Il valore della punta massima dell'acqua alta prevista per le prossime ore è di 120cm alle 23.35 di questa sera. Lo rende noto il Centro maree del Comune di Venezia che sta rivalutando al ribasso le previsioni delle scorse ore. Il dato resta comunque indicativo - viene detto - in relazione ai possibili repentini mutamenti di vento e condizione del mare Adriatico.

Ore 10. La marea si sta assestando a Venezia attorno ai 150 centimetri. In mare il livello ha toccato i 160 cm. e sta rapidamente calando. Lo dice il Centro maree del Comune di Venezia con un sms appena emesso.

Il Ministero di beni culturali e turismo «ha attivato l'unità di crisi per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale eventualmente danneggiato dall'eccezionale alta marea che sta colpendo Venezia».

Lo comunica il segretario Generale del Mibact, Salvo Nastasi sottolineando che «da ieri il ministero sta seguendo passo passo l'evolversi della situazionè.

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Alle 8.30 il livello registrato a Punta della Salute è già di 130 centimetri. 

Al terminal automobilistico di piazzale Roma la situazione è abbastanza ordinata, e il flusso di pedoni affolla ancora il ponte di Calatrava. Una volta però che ci si avventura nel cuore del centro storico, cominciano i problemi.

Approdati agli imbarcaderi, a Rialto o all'Acccademia, i passeggeri dei vaporetti e si trovano davanti al nulla: il livello eccezionale della marea odierna non ha permesso la posa delle passerelle, per cui vanno avanti solo quelli che sono forniti gli stivali, o di galosce che vengono vendute per la strada

L'acqua è potabile. L'acqua potabile di Venezia è a norma e può essere bevuta e utilizzata senza problemi. La rete dell'acquedotto è a tenuta e in pressione e non sono possibili ingressi di acqua estranea.

Veritas invita i cittadini a controllare il sito www.gruppo etc e la pagina Twitter @gruppoveritas, utilizzati anche per le comunicazioni di emergenza e di servizio.
 
Veritas rinnova l'invito ai cittadini a non abbandonare rifiuti in strada: appena le condizioni della marea lo permetteranno il servizio di raccolta dei rifiuti riprendera regolarmente.
 

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MAREA, VALORI ECCEZIONALI

Venezia potrebbe restare ancora per giorni 'ostaggiò delle alte maree eccezionali. Il Centro maree del Comune, infatti, prevede dopo un nuovo picco oggi di 145 centimetri sul medio mare, altre massime su livelli molto alti. Per giovedì 14 novembre 130 centimetri, verso le ore 11, e 140 centimetri venerdì 15, sempre a metà mattinata.

I DANNI A SAN MARCO E AL TEATRO LA FENICE

I danni in città sono pesanti: gondole e barche strappate dagli ormeggi e spinte sulle rive, tre vaporetti affondati, altre imbarcazioni alla deriva. Acqua alta anche all'interno della Basilica di San Marco: dal comando della Polizia municipale si apprende che tutta la cripta è stata sommersa e dentro la basilica, nel momento di picco di marea, si misurava dalla pavimentazione quasi un metro e 10 di acqua.

La Fenice. L'acqua alta che ha colpito Venezia non ha risparmiato il Teatro La Fenice. L'acqua non ha intaccato la struttura del teatro ma ha invaso le aree di servizio rendendo inutilizzabile (è stato disattivato) il sistema elettrico e quello anti incendio. Lo rende noto  il sovrintendente Fortunato Ortombina che dice «stiamo lavorando per ripristinare quanto fuori uso, tutte le pompe idrauliche sono in funzione». Il Gran teatro ha annullato i concerti in programma mercoled' 13 e giovedì 14.

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Danni a San Marco. Gravi i danni provocati dall'acqua alta eccezionale alla Basilica di San Marco, gioiello di Venezia. Dal comando della Polizia municipale si apprende che tutta la cripta è stata sommersa e dentro la basilica, nel momento di picco di marea (187 cm), si misurava dalla pavimentazione quasi un metro e 10 di acqua.

Il caffè Quadri. Il Gran Caffè Quadri, l'anima veneziana della tristellata famiglia Alajmo delle Calandre di Rubano, è stamane un guscio vuoto affacciato sul silenzio surreale di Piazza San Marco.

L'ondata di marea ha invaso le cucine del retro, nonostante la vasca che avrebbe dovuto proteggere dall'acqua, con danni ingentissimi, mentre i locali di piano terra del ristorante firmato da Philippe Starck, affacciati sulla Piazza, sono stati sommersi da 102 centimetri d'acqua. 

Barche spinte dal vento nelle calli, pontili degli imbarcaderi distrutti, ovunque nella luce del primo mattino i segni di devastazione causati dalla marea eccezionale. Si presenta così Venezia il giorno dopo l'acqua granda- così fu definita quella record dell'alluvione 1966 - di questo 2019.

Numerosissimi i danni nel centro storico della città di Venezia, una sessantina le imbarcazioni danneggiate molto pesantemente, tra le quali alcuni vaporetti. A Cà Pesaro si è verificato un incendio a causa di una cabina elettrica danneggiata. Al momento, la situazione più critica, oltre a Venezia, si registra a Pellestrina.

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Molti gli allagamenti per recuperare i quali stanno ancora operando numerose squadre dei vigili del fuoco e volontari della Protezione Civile. Criticità si sono registrate lungo la costa da Venezia, fino al confine con Lignano (Udine). Molti i danni per il vento e le mareggiate. Numerosi gli interventi nei Comuni di Cavallino Treporti e Jesolo per alberi abbattuti.

La Regione ha formalmente avanzato la richiesta a Governo e Protezione civile per la dichiarazione di stato di calamità naturale. Zaia l'ha allargata anche ad altre zone del Veneto.

In Calle delle Rasse, vicino piazza San Marco, è incastrato un motoscafo spinto a terra da una tromba d'aria che ieri, verso mezzanotte, si è abbattuta sull'area marciana mentre infuriava la mareggiata. È stato proprio il vortice di vento a 100 km orari a fare una strage di gondole e altre imbarcazioni. 

I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per spegnere l'incendio all'interno del Museo di Cà Pesaro, provocato dal malfunzionamento della cabina elettrica e nella notte i pompieri hanno già effettuato un centinaio di interventi e altre 120 richieste verranno evase durante la mattinata.

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SCUOLE CHIUSE, 170 INTERVENTI DELLA PROTEZIONE CIVILE 

Tutte le scuole in città oggi restano chiuse. Sono però regolarmente in funzione i vaporetti dell'Actv, che possono essere fermati per motivi di sicurezza solo quando la marea supera il metro e 50. Anche la sede municipale di Cà Farsetti, affacciata sul Canal Grande, è rimasto isolato a causa della dalla marea.

Lo stesso Centro Maree è stato vittima della mareggiata, che ha danneggiato le linee telefoniche, e per questo non è contattabile, se non con i canali Telegram Centro Maree Informa, Centro Maree avvisa, e il sito internet. In Calle delle Razze, vicino a piazza San Marco, è incastrato un motoscafo spinto a terra da una tromba d'aria che ieri, verso mezzanotte, si è abbattuta sull'area marciana mentre infuriava la mareggiata. È stato proprio il vortice di vento a 100 km orari a fare una strage di gondole e altre imbarcazioni. 

Le squadre dei Vigili del Fuoco stanno operando insieme con personale del nucleo sommozzatori per liberare la circolazione acquea a causa dell'affondamento di diversi natanti,che hanno rotto gli ormeggi. A Venezia già effettuati Oltre 100 interventi e altri 100 sono in attesa.

L'elicottero Drago 71 dei Vigili del Fuoco sta effettuando un sopralluogo sull'isola di Pellestrina per individuare i luoghi più idonei per piazzare le pompe  ad alta capacità di aspirazione.

Il dispositivo di soccorso è stato rinforzato con personale arrivato dei comandi limitrofi. In mattinata a Venezia arriverà anche il capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco Fabio Dattilo accompagnato dal capo dell' emergenza Guido Parisi e il capo della protezione civile Angelo Borrelli.

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Ca' Foscari annulla lauree, lezioni ed esami. Viste le avverse e gravi condizioni meteorologiche, la cerimonia di consegna dei diplomi dell'Università Cà Foscari Venezia prevista per venerdì 15 novembre a San Marco è annullata.

Lo rende noto l'Ateneo che è al lavoro, passata l'emergenza, per riprogrammare la cerimonia, ove possibile, in altra data.

Il precipitare degli eventi meteo nel corso della tarda serata di ieri ha provocato alcuni danni anche presso le sedi dell'Ateneo nel centro storico veneziano in particolare si segnalano allagamenti al Collegio Internazionale Università Cà Foscari isola di San Servolo.

Alcune criticità si segnalano all'Auditorium Santa Margherita per l'entrata d'acqua al piano terra e nelle sedi di Cà Foscari e San Giobbe per la mancanza di corrente elettrica.

170 INTERVENTI DEI POMPIERI. Oltre 170 gli interventi dei vigili del fuoco già effettuati in Veneto per il maltempo e  l'eccezionale Amacqua alta che ha raggiunto i 187 centimetri Venezia.

Nel centro storico di Venezia  e della laguna le situazioni più critiche con l'acqua alta che ha completamente invaso l'isola Pellestrina.

Diversi incendi si sono verificati nella notte  a causa delle centraline elettriche invase dall'acqua. Un incendio già spento è in fase di ultimazione interessato il museo Ca' Pesaro con il parziale crollo di un solaio a piano terra. Incendio anche in un edificio commerciale del Lido.

Alluvione a Venezia, Zaia: "Mai vista una devastazione del genere"

Il Mose. Ad ottobre si è avuto un nuovo stop alla fase di test delle paratoie, avviata a luglio e che stava per concludersi in una data simbolica, quel 4 novembre che ricorda l'«Aqua granda» del 1966.

Situazione resa più drammatica dalla piena di questa notte. Il Consorzio Venezia Nuova ha reso noto, infatti, il 31 ottobre che è stato rinviato a un'altra data il sollevamento completo della barriera posata alla bocca di porto di Malamocco.

Motivo, il riscontro, avvenuto durante i sollevamenti parziali delle dighe mobili, il 21 e 24 ottobre scorso, di alcune vibrazioni in alcuni tratti di tubazioni delle linee di scarico.

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L'intera barriera si sarebbe dovuta alzare nella notte del 4 novembre. Si trattava dell'ultimo 'step' della fase di test alle paratoie mobili, iniziato il 18 aprile scorso con i sollevamenti alla Bocca del Lido, quella più a nord, poi proseguito il 22 luglio con quella di Chioggia, a sud.
 
I lavori, in particolare per Malamocco, non sono comunque finiti: la struttura installata sarà infatti oggetto fino a tutto il 2020 di ulteriori opere di consolidamento e ripristino, poichè venne danneggiata da una mareggiata nel 2015. Per il 31 dicembre 2021 è invece stata fissata la data di conclusione e di consegna del 
Mose, al termine della fase di collaudo del sistema definitivo degli impianti che muovono le dighe del sistema.
 
Il costo complessivo dell'opera, secondo le previsioni contenute nel Bilancio 2018 del Consorzio Venezia Nuova, è stato calcolato in 5.493 milioni di euro, stanziati in 15 anni, dal primo mattone del 2003 al 2018. I residui finanziamenti programmati dal Governo ammontano a 221 milioni, dal 2017 fino al 2024, ossia per altri tre anni dopo la chiusura dei cantieri.