Architetto

Lorenzo Parretti è fiorentino di nascita e architetto. Nelle sue vene scorre non solo sangue italiano, ma pure francese e inglese. Insomma, con il Dna che si ritrova era destino finisse a vivere a Venezia, da sempre crocevia di culture. Ma c’è anche un altro motivo, oltre a quello evidente di aver sposato una veneziana, è la storia di un battello. Un’imbarcazione che la famiglia di una delle nonne usava per commerciare tra Francia e Gran Bretagna, attraverso la Manica.

Ora, quel battello che rendeva fantastici i racconti della nonna al piccolo Lorenzo, l’architetto Parretti lo ha ritrovato nel Capitan Bragadin, un vaporetto foraneo costruito 103 anni fa, per l’allora Acnil che lo usava per collegare Venezia alle isole. Il Bragadin è diventato un’impresa per Parretti che dopo averci investito soldi e ore e ore di lavoro per recuperarlo, lo ha trasformato nel battello dell’immaginario dove ospitare eventi con lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale e sociale della laguna. L’idea di prendere un’imbarcazione fluviale e trasformarla in un contenitore di idee e cultura gli è venuta quando si trasferì, con moglie e figlio, a Parigi. Lì i battelli che solcano la Senna caratterizzano il paesaggio e sono case galleggianti, uffici e luoghi d’incontro.


colpo di fulmine

Mentre Lorenzo inizia a pensare in che modo realizzare la sua idea, la coppia decide di trasferirsi a Venezia. Ma il battello dell’immaginario rimane compagno di viaggio. Anzi, una volta arrivati in laguna, l’idea prende ancora più forza. Un giorno Lorenzo s’imbatte in un blog dove viene descritto un vaporetto ormeggiato a Mira, in vendita. È un colpo di fulmine, da quel momento inizia l’operazione Bragadin. Ora l’architetto Parretti è anche armatore. —

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