Tanti auguri Prima Brentel. 106 anni in allegria tra pasta e grappa

A Marcon si festeggia una donna speciale, che ha lavorato tutta la vita e che vive da sola senza badante facendosi i lavori di casa. Il medico: "Una volta l'anno, per gli auguri"

Prima Brentel compie 106 anni. Segreti? Grappa a 50 gradi

 
MARCON. Il suo segreto? «La pastasciutta a pranzo, la preghiera costante e tanto lavoro». Ma anche un buon bicchiere di grappa. «Basta abbia almeno 50 gradi, se no non la voglio». 
Nonna Prima Brentel abita in una villetta al civico 85 di via Praello, in mezzo al verde. Ha compiuto 106 anni (è la più anziana del Comune e la più longeva che il territorio abbia mai avuto) vissuti tutti d’un fiato, e si comporta come fosse la cosa più normale del mondo essere nata nel 1913 e camminare meglio della maggior parte degli ottantenni di oggi. Senza bastone, senza nessuno che le porga un braccio. Ma questa è solo una delle tantissime cose che la rendono speciale. 
 
Nonna Prima, infatti, vive sola. Non ha badante né dama di compagnia. Figlio e nuora risiedono in un appartamento al piano superiore, le fanno visita costantemente e le preparano colazione pranzo e cena, ma lei fa tutto da sola. Comprese le scale. Mai avuto un raffreddore, mai preso l’influenza, non porta manco gli occhiali da vista e infila il filo nell’ago in due secondi: aggiusta pantaloni, rammenda, lavora a maglia e produce calzini. 
È l’ultima di nove figli, nata quando sua mamma, di anni ne aveva 52. «Mi alzo sulle otto e mezza del mattino» racconta con la sua parlantina veloce, «faccio colazione con il latte, lo yogurt o la banana e i biscotti». A mezzogiorno sempre un primo preferibilmente la pasta. Carne poca. A cena tanta verdura, cotta e cruda. 
Il punto è che di pasta, per anni ne ha mangiata anche tre etti ogni giorno, ossia una terrina solo per lei. Adesso le dosi sono un po’ diminuite. Tant’è.
 
 Va pazza anche per pane e latte, o la polenta abbrustolita. Pranzo e cena un bicchiere di vino, prima di dormire una grappa secca, che deve avere – spiega bene – 50 gradi, altrimenti non la vuole.
 E se il bioritmo degli anziani li porta a dormire poco, non vale per nonna Prima. «Vado a letto presto, sulle nove, e mi sveglio alle otto del giorno dopo» racconta «faccio tutto un dritto, non mi sveglio mai per nulla al mondo». Il sonno del giusto, insomma, mai una volta a fare la pipì. Nella vita ha lavorato tantissimo. E lo ricorda per filo e per segno: «Prima nei campi a Zuccarello, a raccogliere barbabietole Quanto lavoro, quanta fatica e quanto fango. Quando ho iniziato a fare l’amore e mi sono sposata, non c’era la casa e non volevo stare con le cinque nuore, così sono andata a servizio a Venezia, potrei ancora ritrovare la casa esatta dove lavoravo dopo il ponte delle Guglie».
 
 Questo per dire che ha guadagnato e con quei soldi ha aiutato il marito che lavorava allo stabilimento San Marco a Marghera, a prendere casa. E ne va fiera. «Andavo tutti i giorni in bici a Venezia, pur di lavorare, e si fidavano di me» spiega. 
 
Ieri a casa sua era pieno di amici, parenti, conoscenti: il sindaco Matteo Romanello, l’ex sindaco Andrea Follini. Aspetta tutti con gioia, tra paste pasticcini e dolci. E mentre parla continua a mangiare patatine.
 Nonna Prima ha un cellulare, che utilizza normalmente, anche se non manda messaggini. E ha un grande hobby, le carte. Tre volte la settimana la sua casa si riempie di amiche, che però hanno dai venti ai trent’anni meno di lei, e gioca a “bestia” puntando soldi. Pochini, ma quanto basta per mettere un po’ di pepe nel gioco.
 Infine l’ingrediente che non può mancare nella sua quotidianità: la preghiera. «Prego sempre, al mattino ascolto la messa a letto, poi dico tanti rosari, ogni momento libero. Ce li ho sempre in bocca».
 
I suoi santi preferiti? «Prego sant’Antonio e padre Pio. Ma sono legata soprattutto a padre Pio, una ventina di anni fa sono andata a trovarlo, a vedere casa sua, a vedere lui. E poi la Madonna». Lunedì sera super festa con nipoti e pronipoti, 29 invitati nella pizzeria Tiramisù di Marcon. Per l’occasione, la parrucchiera è venuta a farle la piega, perché nonna Prima deve sempre essere in ordine.
 
Acciacchi? «Mai andata in ospedale, le medicine le lascio ai farmacisti». Il medico lo vede, ma solo una volta l’anno, quando viene farle gli auguri di compleanno. 
Marta Artico 
 
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