In trecento alla fiaccolata dopo l'incidente mortale di Campalto: «Il Comune è stato immobile»

Trecento cittadini in strada dopo l’incidente in cui è morto Luciano Trevisan «Questo decesso ha dei responsabili morali, tutti erano stati informati»

CAMPALTO. «Siamo venuti qui con il cuore scosso, siamo usciti dalle nostre case per dire qualcosa di costruttivo e di positivo. Luciano ha dato tutto se stesso, durante la sua vita, alla famiglia e alla comunità. Il suo percorso si è interrotto tra la farmacia e l’asilo e noi vogliamo tenere accesa la sua luce, quella di una persona buona, mite e umile di cuore».

In trecento ieri sera allo scoccare delle 21 si sono riuniti davanti alla chiesa di San Martino per poi spostarsi tutti assieme nel punto esatto dove giovedì è stato travolto e ucciso Luciano Trevisan, il 63enne volontario dell’asilo. Ognuno con una fiaccola per chiedere sicurezza e per dire basta alle morti. Il pensiero è andato a lei.

«Giulia è stata la 106esima vittima, non la prima ma neppure ultima. Questa sera ricordiamo Ciano e con lui tutte le vittime della strada, della disattenzione e della velocità», ha detto Daniele Conte, che all’epoca dei blocchi di via Orlanda era ancora al liceo.

Poi la marcia fino all’ulivo piantato il 13 marzo 2008, data della manifestazione delle 106 croci che oggi sono molte di più. Nella chiesa di San Benedetto c’era musica perché Ciano cantava nel coro. Lungo la statale hanno sfilato giovani adulti e bimbi.

Cittadini, comitati, associazioni se la prendono con il Comune e ricordano che il passaggio a chiamata all’altezza della farmacia è stato chiesto più volte, come la messa in sicurezza dei passaggi pedonali. Dura la presa di posizione di Cesare Rossi del Criaave, il Comitato Cittadini per la Riduzione dell’Impatto Ambientale dell’Aeroporto di Venezia: «Questo decesso ha dei responsabili morali ben precisi, tutti erano stati informati.

Due mesi fa, in occasione dell’ennesimo investimento all’altezza di un passaggio pedonale a Tessera, avevamo ancora una volta denunciato la pericolosità di via Orlanda e la conseguente alta probabilità di altri gravi incidenti. Lo scorso maggio l’associazione ha segnalato la pericolosità al sindaco Brugnaro, all’assessore Boraso, al direttore dell’Anas NordEst, al prefetto, informandoli che sulla tratta San Giuliano-Casinò transitano, passando in mezzo a due centri urbani densamente abitati, 12.000 veicoli al giorno, il 60% dei quali a servizio dei clienti dell’aeroporto e quindi portati ad “aver fretta”».

Il comitato chiedeva la messa in sicurezza della strada mediante l’installazione di un impianto semaforico “a chiamata” all’altezza dei passaggi pedonali più rischiosi, tra cui quello dell’asilo di Campalto e quelli del centro Tessera. «Nessun riscontro ricevuto, abbiamo raccolto indifferenza e promesse vuote». Chiude: «Adesso si assisterà al solito scaricabarile delle responsabilità.

A quando il prossimo lutto?». Corrado Pulese parla per gli Ncc: «Purtroppo abbiamo un aeroporto che si dice essere il terzo d’Italia, ma ha infrastrutture viabilistiche da terzo mondo. Il bypass non è pronto, la tangenziale è sempre intasata. La rete è rimasta a cent’anni fa, nessuno si prende le proprie responsabilità». Intanto il funerale di Luciano Trevisan si terrà martedì alle 10.30 a San Benedetto. L’asilo Sant’Antonio rimarrà chiuso per lutto.

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