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Esposto alla polizia per il saluto fascista dopo un matrimonio a San Donà di Piave

Esposito (Sinistra Italiana): «Abbiamo numerosi testimoni» L’episodio sabato scorso alle nozze di un bersagliere a San Donà di Piave

Giovanni Cagnassi
1 minuto di lettura

SAN DONA'. Saluto fascista in pubblica piazza, si accendono nuovi scontri e polemiche in città tra nostalgici e antifascisti. Chissà cosa avrebbe detto l’ex consigliere comunale, e unico mussoliniano dichiarato, Ennio Mazzon che avrebbe compiuto 86 anni questo mese e il saluto fascista lo faceva eccome.

L’episodio è stato segnalato in occasione del matrimonio di un bersagliere della fanfara celebrato sabato scorso dal sindaco Andrea Cereser, durante il quale erano ospiti altre fanfare e gruppi di vari paesi d’Italia e un gruppo di “arditi” bersaglieri in divisa storica a ricordare l’unità fondata addirittura nel 1848 nella prima guerra di Indipendenza.

L’atmosfera si è surriscaldata con l’alzata dei pugnali all’arrivo degli sposi che ha subito confuso alcuni passanti. Una pratica comunque lecita. Poi, altri testimoni avrebbero assistito invece sotto i portici a un vero e proprio saluto fascista da parte di un gruppi di uomini in divisa verde con mano aperta alzata al grido “A noi!”. Inorriditi, alcuni passanti hanno iniziato a fare varie segnalazioni e chiamate.

Sinistra Italiana con Salvatore Esposito, ha inviato una segnalazione alle forze di polizia: «Ci sono testimoni che hanno assistito a questa scena e quindi, al di là del folclore, riteniamo sia grave quanto accaduto. Presentiamo un esposto alle forze di polizia affinchè sia chiarito quanto accaduto.

Nel caso in cui dovesse corrispondere alla realtà, riteniamo che uomini in divisa ancorchè non effettivi, non possano assolutamente mettere in atto manifestazione che richiamano al ventennio. Notifichiamo l’avvenuto al ministro degli Interni perché siano presi provvedimenti nei confronti degli autori.

E chiediamo all’associazione nazionale bersaglieri come hanno intenzione di affrontare il problema e se prendere in considerazione di allontanare dalle Fanfare chi si comporta in modo contrario alla Costituzione».

Sull’apologia del fascismo ci sono vari orientamenti della magistratura, tra chi la condanna e chi giudica questi accadimenti episodi legati al folclore e non alla ricostituzione del partito fascista.

L’avvocato di San Donà, Luca Pavanetto, che ha già seguito altri casi ed è un cultore della storia italiana e in particolare del Risorgimento e la Gande Guerra, è chiaro nella sua lettura giuridica: «Secondo la Cassazione non è reato il saluto romano se ha intento commemorativo e non violento in quanto in tal caso deve essere considerato come libera manifestazione di pensiero e non un attentato concreto all’ordinamento democratico». 


 

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