Investì e uccise donna disabile. Condannato

La scena dell'incidente e nel riquadro la vittima, Linda Anese

Un anno di reclusione e sei mesi di sospensione della patente all’autista che falciò tre anni fa una donna sulla carrozzina. Decisive le perizie tecniche

PORTOGRUARO. L’automobilista 50enne di San Michele, S.G.T., è stato ieri condannato a un anno di reclusione e alla sospensione per 6 mesi della patente di guida, in merito all’incidente stradale che il 5 settembre di tre anni fa tolse la vita all’84enne Linda Anese, persona con disabilità falciata sulla tangenziale Odorico da Pordenone, la tangenziale vecchia di Portogruaro. Anese viveva a Summaga. Si era temuto, come è stato poi dimostrato in sede dibattimentale, che a provocare l’incidente fosse stata la velocità. Nel corso del processo sono state chieste due consulenze tecniche, dapprima dal pm e, in seguito, direttamente dal giudice, non ancora convinto della prima ricostruzione. Entrambe avevano dato ragione alla signora Anese, tanto da arrivare, pochi mesi fa, alla modifica del capo di imputazione, con l’eliminazione della parte in cui era previsto un concorso di colpa inizialmente imputato a carico della signora. . Nella seconda e definitiva consulenza, affidata dal giudice Rossi all’ingegner Giuseppe Monfreda, si confermava che «il sinistro si sarebbe potuto evitare se solo l’imputato fosse stato più attento alla guida e avesse mantenuto una velocità, seppur contenuta entro i limiti, tale da evitare di investire Linda Anese». Il perito aveva anche chiarito un altro punto molto discusso e quanto mai decisivo per stabilire le giuste responsabilità nell’incidente: se la signora Anese avesse potuto o meno circolare lungo quel tratto di strada, seduta sulla propria carrozzina. «Non vi è dubbio che la carrozzina non possa essere definita “veicolo”, in quanto ausilio per persone disabili», chiariva in maniera definitiva l’ingegner Monfreda, «la signora Anese a bordo della carrozzina doveva essere considerata quale pedone e, come tale, poteva circolare lungo quel tratto di strada extraurbana perché dotato di banchina». «Ne eravamo certi e lo abbiamo detto fin dal primo giorno», commenta Ketty Tesolin, responsabile di Giesse Risarcimento Danni Portogruaro, «siamo ancor più soddisfatti di essere riusciti a vedere riconosciuta la piena responsabilità dell’investitore, che in un primo momento figurava imputato soltanto di un concorso di colpa». Ora i familiari di Linda Anese invocano il risarcimento dei danni. —


 

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