Reddito di cittadinanza, caccia al posto di lavoro con i navigator

Mestre, entro settembre cominceranno i colloqui per la firma del “Patto” che obbliga ad accettare una delle tre proposte di occupazione 

MESTRE. La scommessa di trovare un posto di lavoro a chi percepisce il Reddito di cittadinanza sta arrivando, finalmente, alla prova dei fatti. I tempi ristretti e i complessi compiti a cui si dovrà tener testa non sono cose da poco ma il direttore dell’ente regionale Veneto Lavoro, Tiziano Barone _ a cui fanno capo i Centri per l’Impiego di tutte le province del Veneto _ assicura che nel giro di due o tre settimane al massimo tutto sarà pronto per l’avvio della “fase 2”, con le convocazioni nei Centri per l’Impiego, quella più delicata e impegnativa: la “caccia” ad un posto di lavoro per chi è disoccupato e percepisce il Reddito di cittadinanza.

I 27 “navigator” assunti da Veneto Lavoro e assegnati alla provincia di Venezia, insieme agli operatori dei Centri per l’Impiego di Venezia, Chioggia, Dolo, Mirano, Portogruaro e San Donà – che già gestiscono un flusso totale di 32 mila disoccupati – , in teoria potrebbero già svolgere il loro compito. Ma per farlo _ come ha precisato il direttore Tiziano Barone _ devono completare la loro formazione in corso nei Centri di Formazione e all’Anpal allo scopo di prepararli sia alla gestione, anche dal punto di vista psicologico, del rapporto che avranno con i percettori del Reddito di cittadinanza e per la gestione dei sistemi elettronici che permettono di incrociare i dati in possesso degli stessi Centri per l’Impiego, l’Agenzia nazionale per il Lavoro, l’Inps e gli altri enti coinvolti. I Centri per l’Impiego veneziani dovranno convocare tutti i beneficiari del Reddito di cittadinanza che in provincia di Venezia sono 5.247.

Tutti saranno convocati nei Centri per l’Impiego per la compilazione dell'identikit personale e familiare, i dati anagrafici, il periodo di disoccupazione, gli impieghi e le esperienze passate e le competenze professionali acquisite.

La redazione di questo bilancio delle competenze è necessaria per non perdere l'assegno stesso, subordinato alla sottoscrizione del “Patto per il Lavoro” che prevede l’immediata disponibilità al lavoro, l’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che può prevedere attività di servizio alla comunità, per la riqualificazione professionale o il completamento degli studi nonché altri impegni finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale.

Al rispetto di queste condizioni sono tenuti i componenti del nucleo familiare maggiorenni, non occupati e che non frequentano un regolare corso di studi. Sono esclusi dalla sottoscrizione del “Patto per il Lavoro” i beneficiari della Pensione di cittadinanza (che in provincia di Venezia sono 1.460) i beneficiari del Reddito di cittadinanza pensionati o comunque di età pari o superiore a 65 anni, nonché i componenti con disabilità, fatta salva la possibilità per i componenti del nucleo familiare disabili di richiedere la volontaria adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale).

Una volta firmato il ”Patto”, il beneficiario deve collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze e rispettare gli impegni previsti, tra i quali rientra quello di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue (una in caso di rinnovo). E qui verrà il bello, vista la mole di offerte di lavoro che dovranno essere individuate dai “navigator”.

«In provincia di Venezia le offerte di lavoro nel settore terziario non mancano e i “navigator“ sapranno coglierle e gestirle – sottolinea Barone – ma saranno le imprese e non i Centri per l’Impiego che dovranno fare le assunzioni». Sono esclusi dall’obbligo di accettare le proposte di lavoro i beneficiari della Pensione di cittadinanza, i beneficiari del Reddito di cittadinanza pensionati o di età pari o superiore a 65 anni, nonché i disabili. —


 

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