Mostra del cinema, darsena blindata: via 90 barche per motivi di sicurezza

L’ira dei residenti e di Assonautica: «Spostarle in un cantiere costa 700 euro, non è stata offerta alcuna alternativa»

gna. Qualche risposta in più dovrebbe arrivare domani, dall’incontro previsto tra Roberto Magliocco (presidente di Assonautica) e la questura di Venezia.

Venerdì sera, nel frattempo, i proprietari si sono dati appuntamento al Tennis club del Lido per decidere una strategia comune. E sul tavolo resta l’ipotesi di una protesta dimostrativa. Che potrebbe sfociare in un volantinaggio nell’isola, o addirittura nel blocco del canale d’accesso alla darsena con l’uso delle imbarcazioni.


La vicenda, con polemiche annesse, si ripresenta a distanza di un anno. Nel 2017 prima e nel 2018 poi, per motivi di sicurezza ai proprietari delle imbarcazioni era stato chiesto di sloggiare per l’intera durata della Mostra. Autorità e attori, a bordo dei motoscafi di servizio, usano infatti il canale all’altezza del ponte delle Quattro Fontane come via d’accesso al Casinò e alle sale cinematografiche.

Per evitare rischi, il traffico acqueo viene bloccato e le rive devono restare vuote, senza imbarcazioni ormeggiate. Se due anni fa, una soluzione tampone era stata trovata a Sant’Elena (con l’interessamento delle istituzioni cittadine), per il secondo anno di fila ai novanta concessionari non è stata offerta un’alternativa. Almeno non soddisfacente, per il momento. «Nel 2018 in molti hanno dovuto spostare le barche nei cantieri di Chioggia, o al Cavallino. Con un costo tra i 5-700 euro per dieci giorni» spiega Magliocco «Capiamo l’importanza della Mostra, ma le esigenze dei residenti devono essere tenute in considerazione. Invece siamo costretti ad arrangiarci. E dispiace che la Biennale non voglia sobbarcarsi un contributo economico per questo disagio provocato».

Per quest’anno, spiega il presidente di Assonautica, il Provveditorato si è offerto di ospitare una trentina di barche al porto rifugio di Malamocco. Per le restanti sessanta, però, una sistemazione alternativa manca, e il tempo stringe.

Nei giorni scorsi, c’è stato qualche contatto con Vento di Venezia, che gestisce l’isola della Certosa. Sono arrivati segnali di disponibilità, anche con prezzi convenzionati al 50 per cento. Spazio, dunque, ci sarebbe. Anche se il numero preciso dipende dalla grandezza delle barche e dal numero di richieste.

La soluzione, tuttavia, non avrebbe convinto tutti i proprietari di barche. Il problema, poi, riguarda anche le imbarcazioni ormeggiate lungo l’altro canale d’accesso alla darsena (che collega il Casinò a piazzetta Lepanto). In questo caso, per le circa 80 barche interessate è già stata trovata una soluzione in centro storico.

Saranno smistate tra San Pietro di Castello e Fondamente Nuove. —