Claudio ucciso da un aneurisma a cinquant’anni

Il dolore del fratello e della moglie, lo sconforto dei colleghi della Sme di Marghera: sabato mattina i funerali a Cazzago. Aveva appena comprato casa

VIGONOVO. «Sembra la trama di un brutto film, in cui il protagonista riesce a realizzare il suo sogno, ma non a goderselo». Usa queste parole Enzo D’Accardo per raccontare la storia di suo fratello Claudio, scomparso martedì per un aneurisma cerebrale che lo aveva colpito il giorno prima. Parla di sogno realizzato. Perché, appena due domeniche prima, i due avevano fatto una grande festa: per i 50 anni di Claudio e per inaugurare la villa bifamiliare che insieme avevano comprato, dopo tanti sacrifici, a Vigonovo.

Una casa allestita e curata da Claudio in ogni aspetto. Le chiavi gli erano state consegnate a fine luglio; ci ha dormito solo 10 notti. Dopo 15 giorni di ferie, impiegate nel trasloco, lunedì scorso sarebbe dovuto tornare al lavoro: da 17 anni era venditore al reparto mobili della Sme di Marghera. Nella notte di domenica, mentre la moglie era a letto, l’uomo è stato colpito da un malore.

Si stava facendo la barba per il rientro al lavoro. La corsa in ambulanza all’ospedale di Dolo e il trasferimento all’Angelo, dove Claudio non ce l’ha fatta. I suoi funerali saranno celebrati sabato alle 10 nella chiesa di San Martino a Cazzago, dove l’uomo viveva prima del trasferimento a Vigonovo.


La famiglia chiede che eventuali offerte siano devolute al reparto di chirurgia intensiva dell’Angelo. Nato a Palermo il primo agosto del 1969, Claudio D’Accardo si era trasferito in Veneto subito dopo il diploma. Prima trovando lavoro a Trebaseleghe, in un maglificio, poi alla Sme di Marghera. «Sono stata io a presentarlo al direttore» ricorda Marta Mescalchin, collega e amica. «Era una persona fidata. Aveva sempre una buona parola per tutti, senza secondi fini».

Oltre al fratello e ai quatto nipoti, lascia il padre e la moglie, Annalisa Monetti. Disperata, fatica a parlare. «Sono di poche parole, non so cosa dire». «Mi piace ricordarlo come uno sempre in vena di scherzare e con una grande passione per i cani: ne aveva due, che adorava» ricorda il fratello.

A omaggiarlo è anche Girolamo Carrer, direttore della Sme di Marghera. «Siamo sconvolti. Claudio era un uomo tranquillo e professionale. Con i colleghi aveva consolidato un’amicizia che si sviluppava anche al di fuori del lavoro». La dirigenza sta pensando se chiudere il reparto sabato mattina, per permettere ai colleghi di Claudio di partecipare al funerale. «È difficile, abbiamo delle responsabilità verso i clienti, ma sicuramente il reparto mobili lavorerà a ranghi molto ridotti». —

L.B.
 

Video del giorno

Saman, scontro in tv Santanchè-Imam: "Matrimoni forzati una balla". "Ti insegno l'islam"

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi