Sissy, caso dimenticato: sit-in al Ministero

Il Sindacato Polizia Penitenziaria ha organizzato un presidio di protesta il 30 agosto a Roma. Presente anche la famiglia

VENEZIA. L’appuntamento è per il 30 agosto a Roma, davanti alla sede del Ministero della Giustizia. In piazza Cairoli scenderà il Sindacato Polizia Penitenziaria (Spp) e la richiesta che riecheggerà dalla protesta sarà sempre la stessa: «Verità per la morte della nostra collega».

La collega è Sissy Trovato Mazza, l’agente di polizia penitenziaria in servizio al carcere femminile della Giudecca morta lo scorso gennaio dopo 26 mesi di agonia. Il 1° novembre 2016, durante un servizio all’ospedale Civile, era stata colpita da un proiettile sparato dalla sua pistola di ordinanza mentre si trovava in ascensore. Da allora era finita in coma, non svegliandosi più.

In Procura è aperto un fascicolo senza indagati per istigazione al suicidio. Fascicolo che, a maggio 2018 (prima che la ragazza morisse), la pubblico ministero Elisabetta Spigarelli aveva chiesto di archiviare. Ma la famiglia Trovato Mazza si era opposta e la gip Barbara Lancieri a fine ottobre aveva disposto ulteriori indagini su alcuni dei punti sollevati dagli stessi familiari, dando quattro mesi di tempo (salvo proroghe) per procedere. Nel frattempo Sissy è morta e dunque la pm ha disposto come da prassi l’autopsia sulla salma.

Da allora, però, solo silenzio. In Procura il fascicolo è ancora aperto e le uniche informazioni trapelate sono state quelle diffuse alcuni mesi fa dai consulenti di parte che avevano partecipato agli accertamenti sulla pistola di ordinanza di Sissy e sul computer portatile.

Nulla si sa, invece, degli esiti dell’autopsia e nemmeno dei risultati sull’analisi delle celle telefoniche del cellulare dell’agente agganciate il giorno del dramma. Dati, questi, che erano stati recuperati in extremis su ordine della Procura il giorno prima che, trascorsi due anni, venissero cancellati dalla compagnia telefonica come previsto dalla normativa.

Familiari e colleghi sono sempre più angosciati dal silenzio sul caso. «La morte della nostra collega non trova colpevoli, vergogna», dice Aldo di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria, che ha promosso il sit-in davanti al Ministero della Giustizia per tenere viva l’attenzione sul caso. «Per noi», prosegue Di Giacomo, «questo, purtroppo, è solo uno dei casi di totale disinteresse del Governo e della politica sulle condizioni di lavoro e di vita del personale penitenziario».

All’iniziativa in piazza parteciperanno anche i familiari di Sissy e il comitato civico che dal giorno dello sparo lotta per sapere cosa sia davvero successo alla ragazza.

Sul caso Trovato Mazza aveva promesso la massima attenzione il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che aveva incontrato la famiglia. Se ne era parlato anche in Parlamento a febbraio con il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi che, rispondendo ad una interpellanza presentata dal deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro, calabrese come Sissy, aveva dato notizia della doppia ispezione ministeriale alla Giudecca e dell’acquisizione di tutte le carte del procedimento aperto in Procura. Da allora, nessun’altra dichiarazione ufficiale dal Ministero sul giallo. —

Ru.B.
 

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