Il ministro Toninelli: «Grandi navi subito a Fusina»

Vertice al ministero, ipotesi Marghera ma il terminal dei traghetti presenta molte criticità. Torna in campo la proposta delle banchine Piemonte e Lombardia

ROMA. Grandi navi al terminal di Fusina, nelle banchine dove adesso approdano i traghetti Ro-Ro. E solo in caso di necessità alla banchina Piemonte, la prima dentro la I zona industriale in concessione alla Trv o alla Lombardia (Tiv).

È questa l’indicazione del ministero per la soluzione «provvisoria» per spostare le grandi navi da San Marco. Scelta non ancora definitiva. Perché il problema è complesso. E per venerdì è stata convocata una nuova riunione a Roma alla presenza dei terminalisti che gestiscono le banchine di Marghera, in primo luogo la Tiv.

L’indicazione del ministro Toninelli ha trovato qualche obiezione da parte del Porto, Marghera vede i dubbi della Capitaneria per la sicurezza della navigazione e gli incroci con le navi commerciali. Ieri la riunione tecnica, convocata al ministero delle Infrastrutture a Roma con il presidente dell’Autorità portuale Pino Musolino, il comandante della Capitaneria di porto ammiraglio Piero Pellizzari e il Provveditore alle Opere pubbliche Roberto Linetti.

Il ministro ha ascoltato le obiezioni e le proposte alternative. Poi ha comunicato la sua opinione. Per dare una soluzione «immediata» si deve lavorare all’adeguamento della banchina di Fusina. L’attracco più vicino alla bocca di porto tra quelli disponibili a Marghera.

A circa metà strada da San Leonardo a Marghera lungo il canale dei Petroli. In questo modo le grandi navi potranno già nelle prossime settimane entrare dalla bocca di porto di Malamocco e non più dal Lido. I passeggeri saranno trasportati alla Stazione Marittima con barconi o bus da Fusina.

Una scelta non da tutti condivisa. I tecnici dell’Autorità portuale hanno illustrato alcune «criticità» di quel sito. L’estrema vicinanza all’impianto chimico della Versalis, in questi giorni alle prese con guasti e fiamme fuoriuscite dalle ciminiere di sicurezza.

Domenica sera mentre l’area intorno a Fusina era infuocata e i bagliori rossi delle fiamme si riflettevano sulla laguna, per il canale passava una grande nave ormeggiata a Marghera (banchina Piemonte) in occasione del Redentore. Seconda criticità sottolineata dal Porto, quelle banchine sono «troppo corte». 190 metri una, 220 metri l’altra. Non ci stanno le navi sopra le 40 mila tonnellate. Che invece potranno andare in caso di necessità alla banchina Piemonte o alla Lomardia. In questo caso la scelta del ministro non piace al sindacato e alle aziende del Porto.

La Piemonte funziona oggi quasi a pieno ritmo per ricevere mercantili carichi di rinfuse. Più disponibili gli operatori a parlare della Lombardia, di proprietà della Tiv-Msc. Ma di quello ieri non si è parlato.

La soluzione Fusina consente al ministro di annunciare che «le navi non passeranno più per San Marco». O almeno una riduzione significativa dei passaggi. Nel frattempo si stanno approfondendo le soluzioni definitive, a lungo termine: il Lido e Chioggia. Ma anche qui nulla di definitivo. —


 

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi