Auto nel canale, morti quattro giovani a Jesolo. Un giovane arrestato per omicidio stradale

Le vittime avevano 23 anni, tutti di Musile di Piave. A bordo c'era anche una ragazza che è riuscita miracolosamente a salvarsi uscendo dalla vettura 

JESOLO. Tragedia nella notte, morti quattro giovani del Sandonatese in località Ca' Nani di Jesolo. All'1.30 erano a bordo di una Ford Fiesta lungo via Adriatico in direzione Venezia. L'auto è uscita fuori strada e piombata in un canale lungo via Pesarona. Dei cinque occupanti la Fiesta si salva solo una ragazza che, pure sotto choc, racconta agli inquirenti che la vettura sarebbe stata urtata da un'altra.

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In serata un giovane di Musile di Piave, M.M.A, elettricista di origine romena, in Italia dal 2012, dopo essere stato interrogato dal pm Giovanni Gasparini, è stato messo agli arresti domiciliari con l'accusa di omicidio stradale plurimo e omissione di soccorso. 

Auto nel canale con 4 morti a Jesolo, c'è un fermato

Il bilancio è di quattro morti tutti di 23 anni, di San Donà e Musile di Piave: Riccardo Laugeni, Leonardo Girardi, Eleonora Frasson, Giovanni Mattiuzzo. 

Eleonora Frasson e Leonardo Girardi

Riccardo Laugeni

Giovanni Mattiuzzo

Salva solo una ragazza uscita miracolosamente dall'abitacolo. Sul posto vigili del fuoco, 118 e polizia locale di Jesolo.

I primi soccorsi sono stati dati da alcuni ragazzi stranieri di passaggio che sono riusciti a portare a riva la giovane ferita e altri tre ragazzi che sono subito dopo morti. I vigili del fuoco con l'autogru hanno agganciato l'auto e l'hanno estratta dall'acqua, recuperando l'ultima persona rimasta all'interno e morta anch'essa. 

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UN FERMATO La polizia locale ha fermato un ragazzo di Musile di Piave sospettato di aver causato l’incidente in cui sono morti i quattro ragazzi finiti fuori strada lungo via Adriatica. Alcuni testimoni avrebbero visto l’auto del ragazzo zigzagare, poco prima dell’incidente, lungo la stessa strada. Al ragazzo i vigili urbani di Jesolo sono arrivati grazie alla collaborazione dei carabinieri della Compagnia di San Donà. Anche la ragazza che si è  salvata, subito dopo l’incidente aveva detto che l’auto su cui viaggiava assieme agli amici era stata speronata sa un’altra vettura. I vigili indagano per omicidio colposo e omissione di soccorso. 

La polizia municipale sta poi valutando se quanto avvenuto sia da mettere in relazione con una segnalazione pervenuta contemporaneamente all'incidente da parte di una donna che ha telefonato ai Carabinieri raccontando di aver visto in quel punto un'auto sfrecciare a fortissima velocità. 

LA TRAGEDIA L’una di sabato notte è trascorsa da quasi mezz’ora quando i cinque ragazzi lasciano il grill Semiramide e imboccano la Provinciale 43, in direzione di Musile. Erano stati a cena nel locale. Alla guida della piccola Fiesta c’è Riccardo Laugeni, figlio di un maresciallo dei carabinieri che lavora in caserma a San Donà. L’auto è intestata a sua madre, a fianco del ragazzo c’è Giovanni Mattiuzzo. Seduti dietro gli altri tre amici.

L’auto percorre pochi chilometri. All’improvviso arrivano da dietro due fari che si avvicinano veloci. Sono quelli di una Golf che un’automobilista aveva visto, poco prima, compiere delle manovre. La stessa donna l’aveva segnalata alla centrale dei carabinieri. La Golf, arrivata in scia alla Fiesta, all’altezza dell’incrocio con via Pesarona, si butta sulla sinistra per iniziare il sorpasso. Una manovra improvvisa che l’automobilista compie in maniera azzardata. Stringe l’auto dei ragazzi e la tocca quando inizia a rientrare.

Sono attimi. I ragazzi si rendono conto di quanto sta accadendo, tanto che Giorgia, la superstite, lo racconterà poi ai soccorritori. Riccardo, dopo il colpo ricevuto dalla Golf, tenta di tenere in strada l’auto, ma non ci riesce. Le ruote di destra escono dal ciglio e la vettura finisce nel campo che costeggia la Provinciale. Continua la sua corsa per una trentina di metri. Quindi sbatte violentemente contro un piccolo terrapieno arginale e si rovescia nel canale Pesarona. Un canale profondo due metri e in quel momento con parecchia acqua dovuta alle piogge.

La vettura s’infila con le ruote all’aria. I ragazzi restano imprigionati. L’unica che riesce a liberarsi è Giorgia Diral che viene aiutata ad uscire da tre ragazzi albanesi arrivati sul posto pochi minuti dopo l’incidente. Nonostante il prodigarsi dei tre albanesi che si tuffano nel canale, come altri automobilisti per gli altri ragazzi non c’è nulla da fare.

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Quando in via Adriatico arrivano i vigili del fuoco, tre dei ragazzi sono stati già tirati fuori ma sono morti. I pompieri recuperano il quarto cadavere e poi l’auto. Giorgia, nel frattempo, continua a chiamare i nomi degli amici. Viene portata in ospedale a San Donà. È sotto choc ma ripete che un’auto ha speronato quella in cui viaggiava. A queste indicazioni fornite agli agenti della polizia locale diretti da Claudio Vanin, si aggiunge la testimonianza dell’automobilista che ha chiamato il 112.

I vigili urbani a quel punto controllano delle telecamere di un distributore di altri locali della zona. Alla fine risalgono alla Golf. Appartiene a Alin M.M., 26 anni, un romeno regolare che vive a Musile con la compagna e fa l’elettricista. Gli agenti vanno a casa sua e lo portano in caserma. Alla fine ammette di aver toccato l’auto dei ragazzi. Ma pensava di aver toccato solo lo specchietto retrovisore. Sentito per diverse ore, alla fine viene messo in stato di fermo dopo l’interrogatorio svolto dal pm Giovanni Gasparini. Era positivo all’alcoltest, ma erano trascorse troppe ora per potergli contestare la guida in stato di ebbrezza.

IL SINDACO. «È un dolore grande che ci fa riflettere, per il quale proporrò alla Giunta che si riunirà in seduta straordinaria domani, di indire il lutto cittadino». Lo dice il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, commentando gli incidenti costati complessivamente la vita a cinque ragazzi. «Siamo increduli e sgomenti di fronte alla morte di cinque giovani avvenuta nel corso di questa notte - sottolinea -. Ai quattro, tra ragazzi e ragazze, che hanno perso la vita mentre tornavano a casa dopo una serata passata nella nostra spiaggia se ne aggiunge un altro deceduto alle prime luci dell'alba mentre si recava al lavoro. Mai Jesolo aveva vissuto negli ultimi decenni una tragedia di queste proporzioni che assume un peso ancora più pregnante vista la giovane età delle persone coinvolte». Zoggia esprime «il cordoglio, forte e sentito, di tutta la città di Jesolo alle famiglie di questi ragazzi in un momento così difficile e chiede che sia rispettata la loro la privacy. Un pensiero di vicinanza lo rivolgo poi - conclude - non solo come sindaco ma ancor più come padre».

ZAIA. Nel rispetto del dolore delle famiglie dei giovani rimasti vittime del tragico incidente stradale avvenuto la scorsa notte e del lutto delle comunità, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha annullato tutti gli impegni previsti a Jesolo nella giornata di domani. Il Presidente si stringe, in questo doloroso frangente, ai tutti i familiari dei giovani, partecipando sentitamente al lutto e allo sgomento conseguente a un così drammatico evento.

 

 

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