Bimba di tre anni dimenticata nello scuolabus

Il mezzo era stato riportato in deposito sotto il sole, la piccola chiusa dentro per due ore. La mamma: «I genitori si fidano delle persone a cui affidano i figli»

SCORZE'.  «Hanno dimenticato mia figlia di tre anni nello scuolabus: ora qualcuno dovrà pagare». La rabbia di una madre per quello che avrebbe potuto succedere prevale sul sospiro di sollievo per lo scampato pericolo.

Erano le 13 di giovedì, un caldo pazzesco. Il padre della piccola stava aspettando alla fermata dello scuolabus. Passano i minuti, all’inizio pochi, un po’ alla volta sempre di più, ma quel mezzo non arriva. In quel momento non lo sa ancora, ma la piccola era nel pullmino del deposito di via Ferrari, in zona industriale.


La mamma della piccola è furibonda. «Per gli ultimi due giorni di scuola», racconta la donna, «l’uscita dei bimbi è stata anticipata di due ore, dalle 15 alle 12.50. Mio marito ha atteso l’arrivo dello scuolabus, ma non è passato davanti casa come il solito. Dopo un po’, si è giustamente preoccupato e ha chiesto aiuto».



Una telefonata alla scuola, i responsabili dell’istituto che avvertono il sindaco Marcon, mobilitati anche i carabinieri e la polizia locale. La tensione era palpabile, anche per il rischio che potesse accadere qualcosa alla piccola, vista la giornata di sole cocente e temperature da forno. C’era da ricostruire il tragitto fatto dal conducente e si è arrivati in via Ferrari.

«Mia figlia piangeva», continua la madre, «e le abbiamo dato dell’acqua. Era molto spaventata ma, per fortuna, non siamo stati costretti a portarla all’ospedale. Mi è spiaciuto perché nessuno, tra autista e sorvegliante, si è scusato per quanto accaduto: adesso ognuno si prenderà le sue responsabilità e pagherà le conseguenze. Le mamme si fidano di queste persone e, alla fine, si scopre come non sappiano fare il loro lavoro».

Per fortuna, come detto, le condizioni di salute della piccola erano buone, anche se visibilmente spaventata. Chiedeva del papà e della mamma, che voleva riabbracciare il più in fretta possibile.

Sotto accusa l’autista della Bonaventura Express, da anni azienda titolare dell’appalto del trasporto scolastico, e l’addetto alla sorveglianza, che proprio si sono dimenticati della piccola fatta salire all’asilo Gianni Rodari.

Pare che quest’ultimo fosse nuovo del giro, perché l’addetto al servizio era in ferie. Sembra che la bimba avessepreso sonno e nessuno si è accorto della sua presenza su uno dei sedili. Di certo, chi doveva controllare che all’interno non ci fosse più alcun passeggero, non lo ha fatto. Ha chiuso la portiera e si è allontanato.

La vicenda avrà probabilmente strascichi legali. I genitori chiedono giustizia e si sono rivolti a un avvocato, la sindaca di Scorzè Nais Marcon ha spedito una lettera di diffida alla ditta trevigiana per una risoluzione del contratto. Sul fatto che la bimba stesse dormendo su un sedile, il padre non le risparmia a chi doveva vigilare: «Dovevano controllare che sull’autobus non ci fosse più alcun bambino. Invece non hanno visto i piccoli e se ne sono andati, chiudendo dentro nostra figlia». Ieri mattina, ultimo giorno di scuola, la piccola ha voluto rimanere a casa. 


 

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