Altri dieci associazioni chiedono all’Unesco «Venezia sia a rischio»

Dopo Italia Nostra che ha già presentato il suo controdossier rispetto a quello del Comune, chiedendo all’Unesco - che tra pochi giorni riunisce a Baku il Comitato per il Patrimonio Mondiale – che inserisca Venezia e la sua laguna tra i siti in pericolo, altre dieci associazioni e comitati locali hanno scritto all’istituzione prendendo posizione. Sono il Fai di Venezia , Legambiente sezione Venezia , LIPU Venezia, WWF Venezia e Territorio, Associazione Ambiente Venezia, Associazione 25 aprile Venezia, Comitato No Grandi Navi, Forum Futuro Arsenale, Venessia.com, We are here Venice. Undici - con Italia Nostra - «delle associazioni e comitati più impegnati nella tutela dell’ambiente e dei beni culturali di Venezia e della sua Laguna - si legge nella lettera inviata all’Unesco - si rivolgono uniti all’Unesco affinché riveda la proposta riguardante l’iscrizione di Venezia e la sua Laguna nella lista dei siti patrimonio dell'umanità in pericolo.Chiedono inoltre all’Unesco di spiegare la divergenza tra le conclusioni degli esperti n missione a Venezia e la posizione del Comitato Unesco per il Patrimonio Mondiale. Dal 30 giugno al 10 luglio il Comitato Unesco si riunisce a Baku in Azerbaijan, anche per decidere se abbracciare la proposta dell’amministrazione comunale di costruire ulteriori infrastrutture portuali e turistiche a Marghera per accogliere le navi da crociera giganti oppure seguire le raccomandazioni dei propri esperti contenute nel rapporto della missione Unesco del 2016 e dunque l’indicazione di portare le grandi navi fuori dalla Laguna di Venezia. Alla luce delle conclusioni degli esperti Unesco, del fatto che continuano a mancare misure concrete per contrastare da un lato il degrado ecologico del sistema lagunare, e d’altro lato il degrado del tessuto sociale, poiché ormai una quota ampia degli appartamenti del centro storico è trasformato in locazioni turistiche e un allarmante carico aggiuntivo sulla già forte pressione turistica viene prodotto dai nuovi e enormi complessi ricettivi costruiti a Mestre,chiediamo quali siano le ragioni per rimandare ulteriormente la decisione sull’iscrizione di Venezia tra i siti Patrimonio dell’Umanità in pericolo, che già appariva urgentenel 2014» —



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