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Una cittadella dello sport tra ferrovia e tangenziale

Tredicimila metri quadri di privati per un progetto che potrebbe realizzare il sogno metropolitano della piscina olimpica. «I proprietari pronti a vendere»

Mitia Chiarin
2 minuti di lettura



Il confronto sulla piscina che verrà realizzata in via delle Macchine a Marghera, con la vasca da 25 metri più una più piccola e al primo piano una palestra, nei terreni dell’ex Feltrificio veneto di Andrea Mevorach (a carico dei privati come prevedeva l’accordo per il trasferimento del mercato ortofrutticolo), ha fatto riemergere, se ce n’era bisogno, la carenza di impianti sportivi di livello in terraferma, capaci di ospitare grandi eventi. Si attende lo stadio a Tessera mentre poco si sa oggi del palasport per il basket. Ma manca una piscina olimpionica da 50 metri come quella da 35 metri, che eviterebbe alla Pallanuoto Mestrina il dover giocare il campionato fuori provincia.

Dai privati arriva ora una proposta alla città per realizzare un villaggio dello sport, tra la bretella Carbonifera e via Parco Ferroviario, di fronte alle case della Cita di Marghera. La proposta, avanzata dallo studio Mcs di Gualtiero Silvestrin, riguarda un’area di circa 13 mila metri quadri in via Parco Ferroviario tra Marghera e Mestre con un «indirizzo sportivo e ricreativo che ben si adatterebbe alla realizzazione di una o più piscine con un moderno e funzionale centro polisportivo. Compresa una piscina olimpionica da 50 metri», ricorda il consulente. Un centro polisportivo utile a tutti. «L’area non necessiterebbe di grossi investimenti per l’accessibilità», ricorda Silvestrin. «E permetterebbe di creare a Marghera una importantissima area di aggregazione», che potrebbe collegarsi anche ai progetti, quelli che oggi girano attorno all’accordo di programma sulla stazione di Mestre, firmato da sindaco e Ferrovie, che hanno dato, per esempio, la spinta al progetto di Salini per torri, alberghi e uffici in via Ulloa. Cercansi investitori attenti,quindi, è il messaggio dello studio Silvestrin che si è affidato per una analisi di massima a Op Architetti associati di Mestre (gli architetti Andrea De Eccher e Giorgio Girardi). «La proprietà dell’area è assolutamente aperta a qualsiasi soluzione di alienazione», ribadisce Silvestrin, ricordando che nei terreni oggi è prevista la costruzione di edifici funzionali alla pratica sportiva e alle attività connesse ed accessorie, ma altre possibilità possono essere verificate.

Il progetto di massima prevede la realizzazione di 5.300 metri quadri di superficie utile coperta oltre agli spazi scoperti e ai parcheggi.

Il corpo centrale potrebbe svilupparsi su due livelli, con terrazza solarium. All’interno potrebbero trovare posto «reception, bar, ristorante, uffici, amministrazione, area relax, piscina, spa con bagno turco, sauna idromassaggio, area fitness, area cardio, spinning, sale per corsi, spogliatoi e quant'altro». All’esterno campi per il gioco del tennis, basket, calcetto, palestra di roccia, golf. «Potrebbero essere previsti anche tutta una serie di attività legate al pre e post allenamento (abbigliamento tempo libero, prodotti per sportivi, ristorazione salutistica). Un’area di questo tipo potrebbe ospitare anche eventi, manifestazioni, concorsi, stage, gare, campionati e altro «a fronte di investimenti, tutto sommato, relativamente contenuti». Da area inattiva alla cittadella dello sport a ridosso della ferrovia e della tangenziale: sempre se ci saranno investitori interessati. —



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