«Subito i lavori nelle scuole poi sul verde di Spinea»

L’architetto Vesnaver rinuncia alla direzione lavori già assegnati dal Comune «Chiamatemi sindaco, io sarò presente il più possibile, ma conto sulla squadra» 



«Un’ora che è durata un giorno intero». Questa la perfetta sintesi dell’attesa dei risultati da parte del nuovo sindaco di Spinea, Martina Vesnaver, prima dei festeggiamenti e dell’abbraccio con genitori e amici. Ora, dopo una notte insonne, per il sindaco Vesnaver («Il sindaco, non la sindaca o altro, da architetto non amo i femminili dei ruoli», precisa) arriva il momento delle prime decisioni.


Quali sono i progetti per i primi cento giorni? Quale la priorità?

«Per me amministrare un territorio significa principalmente promuovere e custodire il bene comune. Ecco perché partiremo con la cura degli spazi comuni, del verde pubblico, della storia e delle tradizioni stesse della città. I primi interventi saranno sulle situazioni già aperte e da sistemare immediatamente, come le strutture scolastiche e i cantieri già in corso. Come ho detto varie volte, il tempo per le scuole è stretto, e abbiamo pochi mesi per la loro manutenzione».

A proposito di cantieri: come si comporterà per la direzione di quelli che la riguardano direttamente come architetto?

«Ho già dato le mie dimissioni dalla direzione dei lavori, così come prescrive la normativa. Fortunatamente, non si tratta di cantieri con mole di lavoro impegnativa, quindi ora bisogna solo procedere con una nuova assegnazione per la conclusione rapida dei lavori stessi».

Pensa di riuscire a conciliare le due attività?

«Sarò un sindaco presente il più possibile, ma anche circondato da una squadra competente e in grado di risolvere i vari problemi. È vero che il mio studio di architettura è a Pianiga, ma io abito a Spinea e sarò in municipio tutti i giorni ogni mattina, oltre a garantire orari di ricevimento anche in altri momenti della giornata».

Lei ha vinto al ballottaggio con soli 56 voti di scarto e un astensionismo superiore al 50%. Come spiega questi dati?

«Il centrodestra deve imparare a lavorare contro questa dispersione dei voti e dei votanti. Non voglio però che l’attenzione sia focalizzata sui 56 voti di scarto al secondo turno, ma fare riferimento a quei mille e passa del primo. Voglio ripartire da questo e cerare di riportare anche nei giovani la voglia di partecipare alla vita attiva per la propria città e alla politica».

Determinante per la sua elezione è stata la Lega.

«É stata ovviamente quella che ha dato una marcia in più, ma non la sola forza. La vittoria a mio parere si deve alla grande unione di tutte le liste, sia di partito che civiche. Siamo un gruppo coeso. Per la prima volta tutto il centrodestra si è presentato unito e oggi si appresta a mettersi al servizio della comunità Di tutta la comunità, perchè io voglio essere il sindaco di tutti».

Come sono i rapporti con l’opposizione ora?

«Emanuele Ditadi mi ha telefonato subito per congratularsi e per dare la sua disponibilità a lavorare per il bene comune. Mi auguro che questo significhi anche abbandonare quelle cattiverie personali che purtroppo mi sono piovute addosso. Il ruolo dell’opposizione non è mai banale: dalla dialettica tra idee e programmi a volte contrapposti si consolidano le comunità».

La prima cosa che farà?

«Dovrò aspettare giovedì mattina per l’investitura, poi il mio primo impegno ufficiale sabato con un matrimonio. Avrò comunque già il primo incontro con alcuni dei capolista per cominciare a pianificare quello che si potrà e si dovrà fare in tempi brevi. Temo che, almeno per ancora qualche giorno, la mia famiglia mi vedrà ancora molto poco». —



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