Accusato di varie rapine, assolto in appello

Morris Zago, 23 anni, era stato condannato per gli assalti a bar gestiti da cinesi, ai due complici pene confermate 



Accusato di varie rapine sconta la detenzione ma alla fine viene assolto per non aver commesso il fatto. È la tormentata vicenda giudiziaria che vede protagonista Morris Zago, 23 anni di Campolongo (difeso dall’avvocato Stefano Marrone di Dolo) all’epoca dei fatti appena 18enne e incensurato, che con Fiore Ricci, 29 anni, di Albignasego, e Tomas Torrinunti, 28 anni, di Solesino era stato accusato di una serie di violente rapine consumate ai danni dei gestori cinesi di alcuni bar nell’entroterra padovano. Rapine da quanto risultava dalle indagini erano state portate a termine, in concorso tra loro, nel marzo del 2015. Entrati in vari bar armati di pistola, usando un piccone i banditi avevano scardinato numerose slot machines, impossessandosi di 10 mila euro circa e fuggendo con il bottino a bordo di una Bmw nera rubata qualche giorno prima.


In primo grado il Tribunale di Padova l’11 luglio 2016 aveva ritenuto i tre colpevoli, comminando loro pene detentive per un totale di oltre 15 anni di reclusione. La Corte d’Appello di Venezia, sezione prima, aveva poi confermato il 18 maggio 2017 la sentenza dei giudici patavini. In entrambi i gradi i giudici avevano ritenuto che la colpevolezza di Zago, Ricci e Torrinunti fosse provata da intercettazioni telefoniche e dalle riprese delle telecamere di sorveglianza locali.

L’avvocato Stefano Marrone però, difensore di Morris Zago, ha presentato un ricorso per Cassazione contro la decisione e la Suprema Corte di Roma il 20 settembre 2018 ha accolto l’impugnazione, annullando la decisione di secondo grado, e rinviando ad altra sezione della Corte d’Appello di Venezia per un nuovo processo. Nel nuovo processo – che si è svolto nell’aula bunker di Mestre – la Corte d’Appello di Venezia, seconda sezione, presidente Carlo Citterio, per Torrinunti e Ricci giovedì scorso ha confermato 12 anni complessivi di carcere (7 a Ricci e 5 a Torrinunti, difesi dall’avvocato Gianluigi Pieraccini di Ferrara), mentre ha assolto con formula piena Morris Zago per non aver commesso i fatti.

Zago, dopo l’assoluzione, ha conferito all’avvocato Stefano Marrone il mandato di chiedere ora allo Stato il risarcimento dei danni per ingiusta detenzione, scontata tuttavia in prevalenza agli arresti domiciliari con permesso di lavoro.

Per l’avvocato Marrone ora è tempo di ricorso per il suo assistito: «Sono contento che dopo una lunga battaglia legale», spiega, «sia emersa in maniera chiara la verità e cioè la completa innocenza ed estraneità ai fatti del mio assistito. Ora sussistono tutti i presupposti per agire in giudizio, per risarcimento dei danni per ingiusta detenzione». —



Video del giorno

Il concerto di Hendel alle Cinque Torri di Cortina

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi