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La baby gang confessa: «Colpivamo ubriachi, senza un motivo»

Uno dei capi della banda dei bulli: «Eravamo su di giri dopo aver bevuto». Furti e aggressioni senza un perché

VENEZIA. Azioni criminali fatte «senza un perché», per ingannare la noia. E per stessa ammissione degli indagati davanti al gip, «a volte si agiva quando eravamo su di giri perché avevamo bevuto».

Inizia a sgretolarsi il muro di arroganza e menefreghismo verso le autorità dimostrato sinora dai componenti della baby gang oggetto delle misure cautelari disposte dalla Procura ordinaria e da quella dei minori, al termine di questa prima fase dell’inchiesta coordinata dal procuratore vicario Adelchi d’Ippolito e delegata alla Squadra Mobile.

Gli interrogatori dei maggiorenni destinatari di misure cautelari e le prime, parziali ammissioni.

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