Sanzioni e daspo alle prostitute. L'opposzione: «Un salto indietro di decenni»

Un emendamento votato all’ultimo momento su proposta del consigliere fucsia Formenti.  Le donne che si offrono sulla strada prevista una contravvenzione dai 25 ai 500 euro 

VENEZIA. Un emendamento votato all’ultimo momento, sul quale anche in maggioranza c’era più di una perplessità. E che prevede di multare chi si prostituisce sulla strada. A proporre la modifica, approvata con i voti favorevoli della maggioranza e i contrari dell’opposizione sono stati i consiglieri Gianpaolo Formenti e Alessio De Rossi, e il testo recita così: «...è vietato lo stazionamento e l’occupazione degli spazi a chiunque ponga in essere azioni quali l’attività di meretricio su strada con condotte in grado di provocare nelle persone l’inibizione alla libera circolazione e impediscono l’accessibilità e la fruizione di tali aree».

Un testo che, scritto come è scritto, lascia ampia discrezionalità ai vigili urbani - quando mai una prostituta intralcia il passaggio? - ma sdogana il concetto di multare le prostitute, e cioè i soggetti più deboli nella catena della sfruttamento, proprio nella città che, nella lotta alla tratta, ha fatto scuola in Italia.

Del resto ieri Formenti in aula ha spiegato bene come la pensa: «Non è vero che tutte le prostitute che sono in strada sono vittime di sfruttamento». Gli basterebbe parlare con chi, da anni, si occupa di prestare assistenza a queste ragazze, che le cose non stanno proprio così. E che l’introduzione delle multe non servirà a risolvere il problema.

Tant’è che anche gli operatori di sicurezza hanno manifestato qualche dubbio, nel tardo pomeriggio di ieri, dopo aver appreso dell’approvazione della norma. Da tempo i vigili urbani intervengono multando i clienti, nelle zone di via Piave, via Fratelli Bandiera e lungo il Terraglio. Ma mai hanno agìto contro le prostitute.

Nei loro confronti oggi il regolamento prevede non solo la possibilità della multa ma, se sorprese a lavorare nelle zone individuate come sensibili, anche il daspo urbano, quindi l’allontanamento da quel luogo. Il regolamento fa riferimento a luoghi come le scuole, le chiese o le palestre, biblioteche o giardini pubblici e a zone come piazzale Coin, piazzale Candiani, piazzale Carpenedo, piazzale Concordia a Marghera o piazza San Giorgio a Chirignago.

Per fare qualche esempio: una prostituta sorpresa in via Piave può essere multata, ma anche colpita da daspo se si trova davanti a una chiesa. Una prostituta sorpresa in piazzale Coin sarà destinataria di contravvenzione (dai 25 ai 500 euro) e daspo urbano. «Con un gravissimo ritorno al passato, addirittura antecedente alla legge Merlin, l’amministrazione Brugnaro decide di sanzionare chi si prostituisce, colpendo quindi i soggetti deboli della filiera, già vittime di violenze, sfruttamento e soprusi», dice Monica Sambo, consigliere comunale del Pd, secondo la quale così si buttano via «in un colpo solo 20 anni di progetti sociali del Comune». —



 

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