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Investe gatto del vicino dopo continui litigi, 26enne a processo

I rapporti erano così tesi che un giorno di quattro anni fa il ragazzo avrebbe compiuto il gesto volontariamente

San Donà. I rapporti di vicinato erano a dir poco tesi. E sarebbero esplosi, secondo l’accusa, in una giornata di luglio di quattro anni fa quando A.M.L., 26 anni, difeso dall’avvocato Andrea Angeletti, avrebbe volutamente investito il gatto del vicino di casa.

Per questo il giovane è a processo per un reato che raramente viene giudicato in tribunale, ovvero l’uccisione di animali. Ieri l’udienza filtro davanti alla giudice Daniela Defazio e già le prime schermaglie tra le parti.

Il proprietario del micio, infatti, ha chiesto di costituirsi parte civile nel procedimento. Istanza contro cui la difesa ha battagliato, ma che alla fine è stata accolta dalla giudice.

Racconta il capo d’imputazione che l’investimento del gatto di razza europea sarebbe stato fatto «per crudeltà o comunque senza necessità». Al 26enne viene contestato di essere stato al volante di una Bmw lungo una stradina stretta di campagna e di aver volutamente ucciso il gatto del vicino.

Volontarietà che sarebbe suffragata, secondo l’accusa, dal fatto che il ragazzo non si era fermato per soccorrere l’animale morente, ma se ne era andato.

La versione dell’accusa è fermamente contestata dall’imputato che nega totalmente di aver investito il micio del vicino. Il contesto resta quello di un rapporto di vicinato che si era ormai deteriorato, tanto che tra le parti erano volate anche denunce per altri episodi.

Fino all’investimento e alla morte del gatto, che avevano definitivamente distrutto un rapporto già logoro. Tanto che ora i vicini sono finiti davanti al giudice. —

Rubina Bon
 

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