Sciarpe per ascoltare la musica e scarpe che geolocalizzano i figli

FabLab Venezia: al Vega gli incontri “Textile Talks” per capire il presente e il futuro industriale del settore tessile 

L’EVENTO

Sciarpe che riparano dal vento e che, grazie a un’applicazione inserita nel tessuto, consentono di ascoltare musica. Oppure scarpe dotate di geolocalizzazione, per sapere in ogni istante dove si trova il proprio figlio. Oggetti del futuro? No, del presente. A Mestre esiste infatti un luogo dove le idee, anche le più particolari, possono essere realizzate grazie all’utilizzo di moderne tecnologie: stampanti 3D, bracci robotici, macchine a controllo numerico. Si chiama FabLab Venezia e ha sede all’interno del Parco scientifico e tecnologico Vega. Si tratta di un laboratorio dove artigiani e imprese possono realizzare oggetti di ogni tipo in vetro, ceramica, bioplastica grazie a macchinari per la fabbricazione digitale. Non solo: la nuova frontiera è infatti la contaminazione tra settore tessile e applicazioni della manifattura digitale. Nella sede del laboratorio, nei giorni scorsi si è svolto il primo degli otto incontri di “Textile Talks”, una serie di workshop e open day per capire come le nuove tecnologie possono rivoluzionare il mondo del tessile. Erano presenti artigiani, imprese, professori e moltissimi studenti di facoltà di moda e design. Ma cosa si può fare a partire da un tessuto grazie ai macchinari di FabLab? Tantissime cose. Da un semplice disegno, per esempio, è possibile creare con le stampanti 3D qualsiasi tipo di calzatura abbattendo, oltretutto, costi e tempi di produzione. Si possono poi realizzare maglie con motivi geometrici complessi, indumenti con tagli particolari, ma anche abiti realizzati con materiali sostenibili. Ma è possibile anche spingersi un po’ più in là. Si potrebbero, per esempio, realizzare indumenti dotati di software che misurano il battito cardiaco. O perché no, viaggiando con la fantasia, magliette che misurano la carenza di sali minerali nel corpo degli atleti. Potrebbe essere che ieri, nella sede di FabLab, ci fosse uno studente che tra un po’ di anni riceverà i complimenti di Roberto Mancini: «Prima dei rigori abbiamo fatto mangiare un paio di banane a Donnarumma -potrebbe dire il ct della nazionale- la maglietta ci ha detto che aveva una forte carenza di potassio. Scelta azzeccata: ha parato tre rigori». Ok, forse stiamo viaggiando troppo con la fantasia.


Ma è proprio questo il messaggio di FabLab: liberare la creatività. «Le potenzialità dei nuovi macchinari -spiega Andrea Boscolo, co-founder e manager di FabLab Venezia- suggeriscono nuove possibilità anche per il settore tessile e fanno intravedere orizzonti creativi tutti da esplorare». I “Textile Talks” sono nati nell’ambito del progetto europeo TCBL finanziato dal programma di sviluppo Eu Horizon 2000 e possibili anche grazie al supporto di Unioncamere del Veneto. «Con questo appuntamento -sottolinea Filippo Mazzariol di Eurosportello - inauguriamo un ciclo di incontri per promuovere il tessile innovativo e la fabbricazione digitale». —

Matteo Riberto

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