Irpef degli immigrati: solo nel Veneziano vale 136 milioni, otto miliardi in Italia

La Fondazione Moressa calcola l’apporto alla fiscalità dei cittadini stranieri. Redditi in media più bassi degli italiani 

MESTRE. Segnatevi questo numero: 7,9 miliardi di euro. Tanto vale in Italia l’Irpef versata dagli immigrati alla fiscalità nazionale. A Venezia “pesa” quasi 136 milioni.

In Italia 3,87 milioni di contribuenti nati all’estero hanno dichiarato 52,9 miliardi di euro di redditi e versato 7,9 miliardi di euro di Irpef.


A Venezia su 70.500 contribuenti nati all’estero (l’11,3 per cento del totale dei contribuenti) l’Irpef versata è di quasi 136 milioni su un volume di redditi di quasi 991 milioni di euro. Il reddito pro-capite per contribuente straniero è di poco più di 14 mila euro e l’Irpef versata, in media, è di poco sotto i 2.800 euro.

I dati sfatano il mito, ripetuto in tante discussioni da bar, di una popolazione di immigrati che non paga le tasse. Le pagano, con valori inferiori agli italiani. Perché hanno salari più bassi, generalmente.

Lo studio è della Fondazione Leone Moressa di Venezia, che si occupa di ricerche sull’economia dell’immigrazione, e che ha preso in esame le dichiarazioni dei redditi 2018 (anno di imposta 2017) dei nati all’estero, su dati del Mef (Ministero Economia e Finanze).

Dal 2010 al 2017 è lento ma progressivo l’aumento dei contribuenti nati all’estero.

Più 5 per cento nell’ultimo anno e più 15,8 per cento in sette anni. Di conseguenza aumenta l’Irpef versata dagli immigrati: più 3,6% nell’ultimo anno e più 17,1% negli ultimi sette anni.

Oltre la metà dei contribuenti nati all’estero si concentra in quattro regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e il Veneto. In 9 regioni, tutte del Centro-Nord, superano il 10 per cento. Ovunque il differenziale tra i redditi di italiani e immigrati spicca: mediamente un italiano versa quasi 7.800 euro in più di Irpef rispetto ad un contribuente nato all’estero che dichiara in media 13.671 euro.

Questa differenza dipende, dicono i ricercatori della Fondazione Moressa, dal fatto che i contribuenti nati all’estero fanno lavori meno qualificanti rispetto a quelli degli italiani e con salari più bassi.

Quasi la metà dei contribuenti stranieri dichiara un reddito annuo inferiore ai 10 mila euro. Si tratta di 1,86 milioni di contribuenti pari al 48,2 per cento mentre gli italiani che non superano i 10 mila euro sono il 28,6 per cento. Per entrambe le categorie, la componente più numerosa resta il reddito compreso tra 10 e 25 mila euro (sono il 40,5% dei nati all’estero e il 41,8% dei nati in Italia).

Sopra i 25 mila euro le cose cambiano drasticamente: si contano sopra questa soglia 439 mila contribuenti nati all’estero (11,4%) contro il 29,5% dei nati in Italia. Tra le nazionalità, un quinto dei contribuenti sono della Romania. Seguono albanesi, marocchini, cinesi. Nell’ultimo anno tutte le nazionalità hanno visto un aumento nel numero di contribuenti: i tassi più alti per i nati in Pakistan, Senegal, Moldavia, Bangladesh.

A livello regionale, il Veneto è terzo con oltre 419 mila contribuenti nati all’estero (l’11,8% del totale) e un reddito medio di 14.774 euro. Ottomila euro in meno rispetto al reddito pro-capite dei contribuenti italiani. La media di Irper pro-capite versata è di 3 mila euro. Sopra questa cifra, in Veneto, ci sono i contribuenti immigrati che vivono a Treviso, Padova, Cicenza, Belluno. Venezia si ritrova sotto questa soglia, a livello di città come Prato e Pavia. Sarebbe interessante anche sapere se tra la schiera di evasori fiscali, le percentuali tra immigrati o autoctoni si differenziano o meno. Ma al momento questo dato non è disponibile. —


 

Video del giorno

Buffon torna al Parma dopo 20 anni, i tifosi apprezzano la scelta romantica

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi