Sfratto rinviato per la 93enne residente a Venezia

Il Tribunale ha posticipato la data al 5 giugno, giorno dopo del suo compleanno. Le associazioni chiedono più comprensione per una donna della sua età

VENEZIA. Alla fine anche la giustizia è intervenuta sulla questione. Così, al di là di quello che le carte diranno, il Tribunale di Venezia ha sospeso lo sfratto previsto oggi della signora di quasi 94 anni, residente vicino al Ponte dei Greci. Il giudice lo ha posticipato al 5 giugno, il giorno dopo il suo compleanno.

La sua storia, resa nota qualche giorno fa dal Gruppo 25Aprile, aveva posto numerosi interrogativi non solo sul problema della residenzialità. La donna, ancora lucida e consapevole di quanto sta accadendo, ha infatti chiesto che venga istituito un luogo per aiutare gli anziani che possono essere vittime di truffa.


Dopo il suo racconto sia il Gruppo 25Aprile che l’Assemblea sociale per la casa (ASC) avevano organizzato un presidio, anche perché l’anziana ha una salute cagionevole, certificata anche dal medico. La vicenda è un susseguirsi di cavilli burocratici e giudiziari degni di un romanzo kafkiano, tanto che il presidio si sarebbe chiamato “Kafka a Castello”.

La signora non è povera, né lo è stata in vita. La casa dove sta se l’era comprata con suo marito, ora defunto, per godersi la pensione dopo una vita di spostamenti dovuti al lavoro del consorte. Infatti ci abita da 37 anni, aiutata da una figlia, insegnante in pensione, che, ormai senza più speranze, si è rivolta alle associazioni che si occupano di residenzialità.

L’immobile è formato da più appartamenti che risultano appartenere a un’unica famiglia. Da quanto raccontato dalla signora, la donna si fidava ciecamente dei vicini al punto che, quando nel 2010 le è stato detto che si sarebbero dovuti fare dei lavori condominiali, la signora non si era opposta. Tuttavia la cifra paventata all’inizio era cresciuta e i lavori risultavano essere differenti da quelli annunciati, come poi dimostrato dal Comune quando li dichiara abusivi. Però, per una sanatoria avvenuta successivamente, quei lavori diventano regolari. La somma aumeta vertiginosamente, arrivando a cifre spaventose che toccano gli oltre 40 mila euro, senza contare le spese giudiziarie di avvocati, ricorsi e tutti i cavilli che si possono immaginare.

La signora e la figlia si ritrovano a un certo punto al centro di una procedura esecutiva immobiliare, in parole semplici: siccome non riesce a pagare la somma l’immobile le viene pignorato e messo all’asta qualche mese fa. Un’agenzia immobiliare di Mestre lo acquista e ne vuole entrare in possesso. L’anziana allora inizia a stare male. Non avrebbe mai creduto di dover trascorrere dagli 85 anni ai 94 in ansia per una casa che ha comprato, ma soprattutto non avrebbe mai creduto di non trovare nessuna forma di umanità nei confronti di una signora che non ha mai avuto problemi con la legge.


 

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