Tangenti Mose, al processo d'Appello l'accusa chiede la conferma le condanne

Il Pg rigetta anche la richiesta dell'ex sindaco Orsoni di assoluzione piena, a fronte della prescrizione in primo grado. Parola alle difese l'11 giugno

VENEZIA. Nel processo d'Appello per il Mose, il Procuratore generale della Corte d'Appello Alessandro Severi ha chiesto la conferma della condanna a 4 anni per l'imprenditore Erasmo Cinque accusato di corruzione. Per gli altri imputati il Pg ha chiesto l'estinzione del reato per l'ex ministro (deceduto in incidente stradale) Altero Matteoli che era stato condannato a 4 anni. In questo caso i familiari vorrebbero la riabilitazione del congiunto.

Per l'ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e l'ex presidente del Magistrato alle acque Maria Giovanna Piva - entrambi assolti in parte in primo grado e con reato prescritto per gli altri capi d'accusa - ha rigettato la richiesta di assoluzione piena anticipate dalle difese di parte.

Modesta riduzione di pena (da un anno e 10 mesi a un anno e 7 mesi) per l'avvocato ed ex presidente di Adria Infrastrutture Corrado Crialese, condannato in primo grado per millantato credito.

Chiesta la prescrizione per un'altro imprenditore andato a processo, Nicola Falconi, che era stato condannato a 2 anni e 2 mesi. L'udienza proseguirà l'11 giugno con le difese e (forse) la sentenza.

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