Mestre, turismo contro la crisi del commercio: «Molti eventi e un ufficio informazioni»

La città tra moderno e tradizione. Dopo il museo M9 sbarca la Pro Loco. «Impegno collettivo per rilanciare la terraferma»

MESTRE. «Un ufficio turistico a Mestre serve. Ci stiamo ragionando nell’ambito del rinnovo dell’accordo Iat ed è certo che servono a Mestre altri punti informativi, al di là di quello di piazzale Cialdini. Mestre è la terza città turistica del Veneto, dopo Venezia e Verona». Mestre guarda al futuro e se il commercio è in forte crisi, con troppe vetrine chiuse anche in piazza Ferretto, occorre reagire. E il turismo di chi pernotta a Mestre oggi è una risorsa concreta.

«Sul fronte negozi, ci sono problemi di affitti alti ma si tratta di proprietà private dove è difficile intervenire. I grandi marchi, quelli attrattivi, se vanno in un centro commerciale hanno un anno di affitti gratis. Allora serve portare gente in centro città per spingere i grandi marchi ad arrivare», dice con realismo Tiziano Scandagliato della Confesercenti di Mestre. «Un bravo commerciante è quello che investe almeno mille euro nella promozione di iniziative. Le opportunità per Mestre ci sono ma bisogna vederle», rileva Lorenzo Michielan, proprietario dell’Antica drogheria Caberlotto che vorrebbe vedere tanta gente in piazza quanta ne vede al Salone di Padova.

Caberlotto e Scandagliato sono tra i soci della nascita della Pro Loco di Mestre, che ieri al Lab di M9, si è ufficialmente presentata con un magazine distribuito al mercato di Mestre (28 i collaboratori, una ventina le aziende sponsor). Occasione per parlare della città e del suo futuro.

La Pro Loco, spiegano il presidente Giampaolo Rallo e il presidente del comitato provinciale Fabrizio Tonon, vuole dare visibilità alla città.

«Mestre ha una indiscussa centralità a livello provinciale. Appare oggi come una argenteria opaca che occorre far di nuovo brillare mentre una volta da fuori si veniva qui a fare la passeggiata», spiega il presidente provinciale. La situazione del commercio mestrino fa paura ma serve una reazione.

«Crisi significa cambiamento che può essere non sempre negativo», precisa l’assessore Paola Mar secondo cui servono nuovi punti di informazione turistica, per portare i turisti dalla stazione al centro. La Pro Loco, che raggruppa un centinaio di soci, ha avuto il compito di tenere aperta, con i volontari, la torre civica di Mestre, trasformata in spazio che racconta il passato e l’oggi della città. «La torre civica diventa un punto di riferimento per far conoscere la storia e il presente di Mestre ma le iniziative sono tutte sotto la regia comunale», dice l’assessore.

Nel magazine della Pro Loco, spiega Rallo, c’è il primo programma di eventi 2019 con particolare attenzione alle tradizionali celebrazioni da San Michele, il patrono, fino alla Sortita. «A metà ottobre arriva in piazza Ferretto un gran Ballo austriaco per ricordare i moti del 1848, a 170 anni dalla riunificazione all’impero austriaco», spiega. Rievocazioni storiche a Forte Marghera, incontri con rappresentanze di Austria, Slovenia, Croazia e Ungheria e l’arrivo dei mercati di prodotti di questi paesi oltre a cortei in costume e carrozze. A giugno a forte Marghera arriva la battitura del grano.

Ma come si lega l’attività di una Pro Loco legata alle tradizioni con una città che si scopre moderna con il museo M9 e tenta di scrollarsi di dosso un atavico provincialismo?

«L’attività della Pro Loco è un pezzo di un tutto che va visto senza posizioni radical chic», avverte la Mar, «serve un impegno collettivo per comunicare al meglio quello che si fa in città. Il format “Le città in festa” è arrivato a duemila eventi; stiamo lavorando ad un progetto con Slow Food usando fondi europei e stiamo mettendo un sacco di soldi sul ritorno della musica al parco di San Giuliano. A Forte Marghera abbiamo la Biennale. A Mestre si unisce il pop al migliore rock» —


 

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