Pistola elettrica ai vigili urbani, ok anche dai Cinque Stelle

Votano contro Pd e Lista Casson, critiche dei sindacati. Approvato il rendiconto: il disavanzo scende da 73 a 29 milioni di euro

VENEZIA. Vigili urbani con il taser, la “pistola elettrica” che blocca la muscolatura per cinque secondi in uso alla polizia americana. L’ha introdotta il decreto Salvini sulla Sicurezza nel 2018. Adesso anche il Consiglio comunale si è adeguato. «Città più sicura», la parola d’ordine della maggioranza (Fucsia, Lega, Forza Italia).

Alla fine la delibera è stata approvata con 23 voti favorevoli, 8 contrari (Pd e Lista Casson). Tra i favorevoli anche Sara Visman, del Movimento Cinquestelle. «Sì, ho votato a favore, è solo una sperimentazione», dice.

Poco prima il sindaco Brugnaro si era scagliato proprio contro i tre consiglieri grillini, in quel momento assenti: «Non vengono mai». «Ma è lui che non c’è mai», ha replicato la Visman.

La pistola elettrica, dunque. I vigili urbani ne avranno a disposizione due, una in terraferma e una a Venezia. Prima della “sperimentazione”, ci sarà un periodo di formazione per i vigili che la dovranno usare. 24 ore, di cui 3 sulle «conseguenze sanitarie legate all’utilizzo dell’arma», 3 sul «trattamento sanitario delle persone colpite», 2 sulle «caratteristiche tecniche dello strumento», 9 sulle «procedure operative da adottare».

«Assurdo», dice il consigliere di opposizione Rocco Fiano, «così non si rende certo la città più sicura. I vigili hanno già pistole, manganelli e mitragliette, ma la sicurezza non è maggiore». «Hanno anche i cani poliziotto, non è così che si garantisce una città sicura», dice il Pd Nicola Pellicani, che ha proposto anche la convocazione di un Consiglio comunale straordinario proprio sulla sicurezza.

«Avevamo il 4 per cento, adesso siamo il primo partito», ha detto il leghista Giovanni Giusto, «perché abbiamo fatto tutto quello che non ha fatto il Pd». Secondo Enrico Gavagnin, poliziotto e consigliere fucsia, presidente della commissione Sicurezza, il taser non è un’arma nociva. «Blocca solo i muscoli per 5 secondi, meglio della pistola, no?»

Protestano i Cobas: «Non è così che si garantisce la sicurezza. I vigili sono già abbastanza armati».

Il Consiglio comunale ha approvato ieri anche il rendiconto di gestione 2018. Il disavanzo si attesta a 29 milioni 73 mila 784 euro. «Scende in quattro anni», si legge in una nota del Comune, «da 73 a 29 milioni di euro.

L’indebitamento netto del Comune passa da 307 milioni del 2014 a 243. Positivo anche il dato di cassa, da meno 113 milioni a più 54 milioni».

Il Comune non ricorre più all’anticipazione onerosa di tesoreria. Nel 2018, saldo finale di cassa di 126 milioni.

Infine il Consiglio comunale ha votato all’unanimità la delibera per la riorganizzazione del cantiere di Sacca San Biagio. E una mozione di appoggio all’istituto scolastico Marco Polo che rischia la riduzione delle classi e dell’attività, con un invito al sindaco a farsi parte attiva nel confronto con l’Ufficio scolastico regionale. —

 

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