Contenuto riservato agli abbonati

Scivolano in due sulle scale, il Comune sborsa 60 mila euro

L’amministrazione condannata: sulle rampe degli uffici in Campo Manin «la manutenzione era carente»

VENEZIA. Maledette scale. Per le cadute di due dipendenti sugli scalini della sede degli uffici comunali in Campo Manin, Ca’ Farsetti è stata condannata dal tribunale a sborsare 60mila euro in pochi mesi. Le scale storiche con gli scalini sconnessi, si sa, sono traditrici.

E due lavoratrici ne hanno fatto le spese. L’ultima sentenza che ha imposto al Comune di Venezia di versare 25mila euro a una sua impiegata risale a qualche settimana fa. A pronunciarla, la giudice del lavoro Margherita Bortolaso su ricorso della stessa lavoratrice, una quarantenne, per lo scivolone che l’aveva vista protagonista a settembre 2008.

La dipendente era caduta dalle scale mentre stava scendendo dal terzo al secondo piano per colpa, a suo dire, dei gradini che erano usurati. Risultato: la dipendente si era procurata un grave trauma contusivo alla spalla per il quale era finita in ospedale. Per ottenere il risarcimento del danno al di là dell’indennizzo dell’Inail, la donna ha presentato ricorso al tribunale del lavoro.


Il Comune, dal canto suo, ha sostenuto di non avere alcuna responsabilità nell’incidente: la scala infatti sarebbe stata regolare ed omogenea, con piani di riposo, gradini con pedata antisdrucciolevole e spigoli arrotondati. E comunque c’era l’ascensore funzionante.

«La scala lungo la quale la ricorrente è caduta è costituita da una classica scala dei vecchi palazzi veneziani», scrive la giudice nel dispositivo ricordando le deposizioni dei testimoni sentiti nel corso della causa, «dunque con corrimano solo dal lato della tromba delle scale e con i gradini in marmo lisci e consumati, dotata all’epoca dei fatti di strisce antiscivolo usurate, lungo la quale altri colleghi della ricorrente erano già altre volte scivolati».

Il Comune per contro, scrive la giudice, non ha provato di aver eseguito la manutenzione assicurando costantemente la presenza delle strisce antisdrucciolo, né di aver dotato la scala del secondo corrimano «come oggettivamente consigliabile vista la conformazione caratterizzata da pavimentazione irregolare ed usurata». Né tantomeno di aver garantito la possibilità d’uso dell’ascensore «che era spesso malfunzionante». Di qui la condanna di Ca’ Farsetti a pagare alla dipendente 19mila euro di risarcimento (già detratti i soldi presi dall’Inail), oltre a 6mila euro di spese legali.

In tutto 25mila euro che vanno ad aggiungersi ai 35mila per un altro caso andato a sentenza nei mesi scorsi, quello di una dipendente che nel 2012 era caduta sempre sulle scale di Campo Manin. Nel corso del 2011 il gradino si era deteriorato a tal punto che gli operai di Ca’ Farsetti lo avevano rivestito con alcune tavole di legno.

Ma a luglio 2012 il rivestimento in legno si era staccato e così era stato posizionato un cartello di attenzione. Quando la dipendente stava percorrendo le scale in discesa, lo scalino si era frantumato, facendole perdere l’equilibrio. La donna aveva riportato una infrazione al coccige, una contusione al gomito e una contusione lombare con recidiva di un’ernia al disco. Ca’ Farsetti si era costituita nel procedimento sostenendo che la lavoratrice avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione. —


 

Video del giorno

Crozza: "Renatino lavora 365 giorni l'anno? O si è comprato il caseificio o spot è ammissione di reato"

Insalata di gallina, radicchio, mandorle, melagrana e cipolla

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi