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Alcolici ai minori, più controlli nei locali: «Molti si portano però da bere da casa»

Il giro di vite previsto da questura e prefettura contro i bulli. Gli esercenti: «Non siamo noi i responsabili della violenza»

MESTRE. C’è un aspetto del contrasto al gruppo di bulli che nelle ultime settimane ha scorrazzato tra Venezia e Mestre che sta preoccupando i titolari dei locali nelle zone frequentate (anche) dai bulli.

È il passaggio in cui la prefettura spiega che «verranno ulteriormente intensificate le attività di controllo del territorio e degli esercizi pubblici, ubicati nelle zone frequentate dalla cosiddetta baby-gang, allo scopo di adottare misure sanzionatorie che incidono sugli orari o sulle chiusure di quelle attività che dove vengono somministrate bevande alcoliche ai minorenni e frequentate da soggetti dediti allo spaccio».

C’è il rischio, spiegano alcuni titolari di locali tra Mestre - dove i bulli si trovano più spesso nell’area di piazza Barche - e Venezia - dove invece sono spesso in Erbaria - che ci vada di mezzo anche chi non c’entra nulla.


Gestori dei bar

A Rialto c’è preoccupazione. «Dopo l’episodio dell’aggressione di due settimane fa e i controlli abbiamo lavorato molto bene», spiega Roberto Falchetti del Bacaro de’ bischeri, «noi ai minori non diamo da bere e più di qualche volta mi è capitato di chiedere la carta d’identità. Certo, se poi un maggiorenne compra la birra e la passa a un minorenne io come faccio a controllarlo?».

Al locale Naranzaria spiegano invece che «i ragazzi delle baby-gang vengono qui già con le bottiglie comprate altrove, probabilmente nei supermercato e si ubriacano con quelle. Anche perché per ubriacarsi qui servono soldi. Noi non siamo la causa dei fenomeni violenti».

Per evitare tensioni nei pressi del locale al Bussola Cocktail Lab di Lavinia Cotti, in Campo Bella Vienna, il venerdì e il sabato ci sono due uomini della security. «Ma serve un controllo capillare su tutta l’area, e nonostante le nostre segnalazioni questo non avviene». Le stesse preoccupazioni ci sono tra gli esercenti di Mestre.

Limitazioni orarie

Anche senza arrivare al provvedimento più duro che prevede la chiusura dei locali, prefettura e questura potrebbero decidere, anche d’intesa con il Comune, di limitare gli orari di apertura, imponendo, ad esempio, una chiusura anticipata alla sera. «Ma così si rischiano di ammazzare le attività», spiegano da Mestre. Risposte che però, in passato, hanno permesso di ottenere buoni risultati per limitare i danni di chi, dopo aver bevuto troppo, diventava protagonista di episodi di violenza o vandalismo». —


 

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