Percorso della memoria in Ghetto con i canti antifascisti

A Venezia si comincia alle 10.15 in Campo San Cancian. Nel pomeriggio in Riva degli Schiavoni dalle 15 alle 19.30 musica, canti e interventi 

Venezia. A Venezia la tradizione antifascista è ancora forte. Si canterà Bella Ciao, insieme ad altri canti partigiani e della Resistenza stamattina lungo il «Percorso della memoria». Corteo che celebra la festa della Liberazione di Venezia dal nazifascismo.

Si parte da campo San Canciano alle 10, con la deposizione di corone di alloro nei luoghi del sestiere di Cannaregio dove vennero trucidati i partigiani, nei giorni precedenti alla Liberazione.

Corteo con le associazioni, l’Anpi, le autorità che sarà accompagnato dai canti del coro «25 aprile» diretto dal maestro Francesco Zennaro. Si arriverà in campo del Ghetto, dove è prevista la cerimonia ufficiale alla presenza del sindaco Luigi Brugnaro, rappresentanti dell’Anpi e della comunità ebraica.

Nel pomeriggio in piazza San Marco ci sarà anche «l’altra festa». Quella di San marco voluta dal Comune. «Non in polemica ma nel rispetto reciproco», dice il delegato leghista alle Tradizioni Giovanni Giusto. Corteo in costume con cento figuranti organizzata dal Comune con la rievocazione della battaglia del ponte dei Pugni, una dimostrazione di Arti marziali, e una sfilata in costume di figuranti vestiti da soldati della repubblica Serenissima.

Alle 17 in palazzo Ducale la premiazione delle «eccellenze metropolitane», con riconoscimenti ai cittadini che si sono distinti nei vari campi delle arti, industria, artigianato, volontariato.

Alle 10.30 la messa solenne in Basilica a San Marco con il patriarca Francesco Moraglia, che presiederà i Vespri nel pomeriggio, alle 17.30.

In Riva degli Schiavoni dalle 15 alle 19.30 l'Iveser ha organizzato un pomeriggio di canti, letture e interventi.

Sono previste anche manifestazioni dei venetisti. Che arriveranno a Venezia in forze per partecipare alla manifestazione in Piazza con le bandiere di San Marco. E contestano la cerimonia. «È la festa del regime occupante», dice il «CXXI doge» Albert Gardin. —

 

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