Ponte Molin: tre alternative firmate dagli Architetti veneziani

Il progetto dell'Autorità Portuale

Ecco i progetti di massima realizzati per il collegamento San Basilio-Zattere. L’Associazione: area strategica, si doveva fare una gara per le idee migliori

VENEZIA. Tre proposte di qualità per il nuovo ponte Molin a San Basilio. Le ha realizzate in pochi giorni l’Associazione architetti veneziani. E adesso le ha inviate al Comune per chiedere l’avvio di «un dibattito pubblico».



L’idea dell’Autorità portuale di proporre un nuovo collegamento tra la zona portuale e la fondamenta di San Basilio ha sollevato un putiferio. Un unico progetto, affidato senza gara e dall’impatto molto discutibile. Che prevede di sovrapporre al vecchio ponte una sorta di grande scivolo per consentire l’accesso alle carrozzine. Principio sacrosanto. Ma era quello il metodo migliore per arrivarci?

Il progetto, non ancora approvato dal Comune, ha avuto il parere negativo della Municipalità. E ieri sono scesi in campo gli Architetti veneziani. «La prima cosa da dire», attacca Massimo Bergamini, «è che come ribadito più volte dal presidente nazionale dell’Ordine Giuseppe Capocchin e dall’Ordine degli architetti di Venezia, un’opera di alto valore culturale e strategico qual è il ponte Molin doveva essere messa a concorso, per stimolare idee e poi adottare la miglior soluzione possibile».

Così non è stato. E allora un gruppo di lavoro formato da sette professionisti - Gianluca Ballarin, Lorenzo Cucco, Odino Dell’Antonio, Francesco Donaggio, Pietro Mariutti, Matteo Pandolfo e lo stesso Bergamini - ha realizzato tre proposte di massima. «Diverse, ma con un filo conduttore comune. «I costi sono inferiori del 20-30% rispetto al progetto proposto dal Porto», spiegano, «la struttura è più semplice e dunque i tempi di realizzazione sarebbero inferiori».

Ma, soprattutto, si tratta di un solo ponte e non due. «Durante i lavori», continua Bergamini, «l’attuale ponte ligneo potrà essere mantenuto in sede senza interrompere i collegamenti tra le Zattere e San Basilio. Ma soprattutto», sottolineano gli architetti, «si tratta di una struttura unica e non separata per normodotati e disabili, per non creare discriminazioni».

Le tre soluzioni prevedono l’uso di materiali compatibili con l’ambiente: pavimento in legno trattato e antiscivolo, corrimano in ottone, struttura in ferro. Rispetto alla soluzione del Porto viene «liberata» anche la facciata del palazzo Molin, e così la fondamenta, che potrebbe diventare il luogo ideale per il carico e scarico delle merci.

In tutte e tre le soluzioni è previsto l’accesso diretto all’imbarcadero Actv. In un caso anche con la presenza di acqua alta.

«Intendiamo in questo modo stimolare l’amministrazione comunale», dice Odino dell’Antonio, «perché quella è una porta di accesso importante alla città storica. Si arriva con la macchina proprio sotto il nuovo ponte. Anche San Basilio non è più soltanto porto, ma c’è l’Università. Ci sono attività economiche». Dunque, un’occasione da non perdere. «Un nuovo pezzo di città da riqualificare e legare all’area urbana retrostante», dicono gli architetti, «e proprio per questo il nuovo ponte dovrà avere un significato anche urbanistico: un elemento caratterizzante un fronte acqueo articolato, in una zona di passaggio fra la città antica e l’area ex portuale».

Insomma, non solo un’ “infrastruttura”, ma un progetto per dare vita a quel pezzo di città. «Venezia è città di architettura», scrivono i professionisti nella presentazione, «con al suo interno un’università specialistica e un numero consistente di professionisti capaci che vi operano». «Quindi», concludono in polemica con le procedure adottate per affidare il progetto del ponte, «un nuovo ponte avrebbe meritato quantomeno un ampio dibattito pubblico preliminare. Se si fosse fatto un concorso di architettura si sarebbero ottenute molteplici soluzioni, con idee anche potenzialmente replicabili su altre strutture cittadine».

«Ma si fa ancora in tempo», dice Mariutti, «l’Amministrazione può promuovere il dibattito prima dell’approvazione del progetto». —

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