Ponte Molin da rifare, il sondaggio: quale progetto vi piace di più?

Il ponte Molin, oggi

L'Associazione degli Architetti ha offerto tre alternative al progetto del Porto

Tre “progetti di fattibilità” dell’Associazione architetti. Tutti diversi, ma in aperta polemica con quello presentato dall’Autorità portuale di Pino Musolino, firmato dall’architetto Alessandra Rampazzo.

Il primo si chiama “Onda”. Forse per l’idea che la veduta di lato può dare della nuova infrastruttura. Salita, discesa, poi ancora una leggera salita prima di arrivare “a livello” sulla fondamenta di San Basilio. Con un collegamento diretto con l’imbarcadero Actv. Pilastri “leggeri” in acciaio, corrimano in ottone, parapetti in rame trattato, superficie di calpestio in legno acetilato, per renderlo impermeabile e più resistente. Il ponte corre a otto metri dalla riva, lascia libera anche la facciata del rinascimentale palazzo Molin. Idea progettuale di Odino Dell’Antonio, in collaborazione con il gruppo di lavoro.



La seconda proposta si intitola Shared path, sentiero condiviso. Idea di Ballarin. Percorso anche qui rettilineo fino alla biforcazione, vicina all’imbarcadero Actv, con ampia curva a sinistra e poi a destra. Materiali simili a quelli di Onda, due rive con “imbarco assistito” per i disabili e le merci ai due lati del canale.

Terza ipotesi infine, la V di Matteo Pandolfo. Qui la pendenza è ancora minore, il percorso con curva qualche metro davanti allo spigolo di sud ovest del palazzo Molin. Si parte a lato dell’ex Stazione Marittima, si arriva direttamente in fondamenta. Nell’area dello “snodo”, al centro del canale, tre briccole colorate in stile moderno. Sostegni di acciaio, pavimentazione in trachite veneziana. —




 

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