L’idea di Ca’ Foscari: una Business School a San Giobbe

La proposta del rettore Bugliesi: «Pronti a investire risorse in un progetto in grado di rigenerare l’area a interesse pubblico»

VENEAZIA. All’improvviso, dopo anni nel dimenticatoio e nell’incuria, torna al centro dell’attenzione il destino dell’area dell’ex Orto Botanico a San Giobbe.

Alla presentazione del progetto del gruppo Marseglia, che ha acquistato l’area con l’obiettivo di realizzare un Hilton Hotel con impianti sportivi e il recupero dell’orto botanico liberty, è seguita la protesta dei cittadini e lo stop dal Comune, con il sindaco Brugnaro a ricordare che il Consiglio comunale ha bloccato i cambi d’uso a nuovi alberghi (che pure prevede deroghe in caso di progetti di recupero considerati di pregio dall’amministrazione). Per ora si tratta di parole: la società da detto di aver protocollato il progetto nei giorni scorsi per avviarne l’iter autorizzativo, il sindaco ha fatto sapere di non aver visto nulla.



Tant’è, ora getta un sasso nello stagno l’università di Ca’ Foscari, che non fa un’offerta per l’acquisto dell’area, non ha ancora sentito la proprietà, ma rilancia un progetto del quale aveva già parlato nei mesi scorsi al sindaco Brugnaro: realizzare qui una nuova “Business School del Nordest”.

«Ca’ Foscari è presente a San Giobbe con il Campus Economico e la residenza studentesca in via di realizzazione e guarda con grande interesse a quell’area», scrive in una nota il rettore Michele Bugliesi, «siamo pronti a discutere della sua destinazione e a investire anche risorse. In questa prospettiva, lancia mo già da subito una proposta: costituire presso l’ex Orto Botanico la sede di un progetto per l’alta formazione, l’innovazione e la nuova imprenditorialità, una Business School del Veneto e del Nordest in grado di capitalizzare al meglio le sinergie con le attività dei Dipartimenti di Management e di Economia di Ca’ Foscari e la piena collaborazione con le università e gli enti di alta formazione del territorio».

Siamo per ora sul fronte delle idee: corpose, ma che devono fare i conti con il fatto che la proprietà dell’area è del gruppo Marseglia, che ha il suo progetto d’hotel e che, al momento, non pare intenzionata a rinunciarvi senza combattere.

Ca’ Foscari rilancia il proprio piano, presentandolo come «ambizioso, sinergico al Competence Center del Triveneto che vede coinvolte le diverse università e importanti imprese del territorio. Un progetto che troverebbe in Venezia il luogo naturale di alta formazione professionale ed executive, incubazione e accelerazione di impresa, autoimprenditorialità, secondo i temi d’insegnamento a Ca’ Foscari: management, economia, finanza, il digitale, il design, l’innovazione sociale, la sostenibilità». «Un progetto», conclude la nota, con un tocco politico, inteso come intervento pubblico per la città, «in grado di rigenerare un’area da consegnare a utilizzo pubblico e di restituire entrambi a nuova vitalità, nel segno di una visione della città stessa come laboratorio di innovazione, crescita economica e sociale, capace di svilupparsi anche oltre l’asse del turismo. Ca’Foscari è pronta a fare la sua parte». Resta da fare i conti con la proprietà privata alberghiera dell’area. —




 

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