I raid dei bulli pianificati al telefono

La prossima settimana in Prefettura è previsto un summit. Accordi tra i ragazzi per scegliere la sera per uscire a picchiare

VENEZIA. Un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato all’emergenza violenza giovanile. È in programma il 24 aprile in Prefettura. Una riunione durante la quale non si parlerà solo di repressione delle baby gang. Infatti il prefetto Vittorio Zappalorto, in questi mesi, ha sempre sottolineato che il problema non può essere affrontato con la sola repressione.

Ci vogliono più azioni, ad iniziare da il dialogo tra le famiglie dei ragazzi, le forze dell’ordine e il Comune. Solo in questa maniera si potranno capire le cause che hanno portato una trentina di ragazzi ad essere protagonisti di una violenza gratuita su chiunque incontravano sulla loro strada. Tra le altre cose emerge il fatto che i ragazzi, tra cui alcuni maggiorenni, uscivano la sera con l’intento di andare a pestare qualcuno.

Con lo stesso spirito che ci si mette d’accordo per andare a mangiare una pizza. Un comportamento che alcuni di loro avevano già manifestato in passato, quando erano ancora più piccoli. La situazione è complessa anche perché quasi sicuramente diversi di loro fa uso di sostanze stupefacenti e abusa di alcol.


Da qui la necessità, secondo il prefetto Zappalorto, di coinvolgere i servizi che si occupano di riduzione del danno del Comune, ma anche quelli che trattano famiglie in difficoltà. Infatti tra i ragazzi che sono già stati identificati e denunciati per una serie di episodi, ce ne sono di famiglie disagiate.

Nella strategia per far fronte a questa emergenza sarà chiesta la collaborazione del Tribunale dei Minori. O meglio Zappalorto ha deciso di chiedere il supporto di esperti e tecnici che lavorano per lo stesso Tribunale. Il fenomeno preoccupa non poco le istituzioni anche perché in pochi mesi si è ingrandito a macchia d’olio e ora riguarda oltre trenta giovani. Di questi ce ne sono che non hanno nemmeno 14 anni e quindi per la legge non sono punibili.

Nell’ultimo mese c’è stata una forte emulazione che ha coinvolto ragazzi prima al di fuori dei gruppetti di violenti. Lo si è visto sabato di due settimane fa quando in una ventina hanno circondato e partecipato al pestaggio di sei giovani, tra cui quattro ragazze. All’aggressione compiuta dal più violento del branco è seguita la violenza di una ventina di minorenni. Ragazzi che fino a qualche settimana fa si limitavano ad assistere alle aggressioni.

Infatti il passaparola faceva sapere a diversi ragazzi della movida di Rialto o a Mestre che il gruppetto dei violenti era in uscita a caccia di qualche vittima. A quel punto li seguivano per assistere quando si scatenavano contro l’innocente di turno. Molte delle aggressioni riguardano bengalesi e cingalesi. Il sindaco che ha ribadito la disponibilità di aiutare le famiglie dei ragazzi se ci sono problemi di lavoro o di emarginazione, ha nello stesso tempo precisato che le punizioni arriveranno puntuali.

E così la pensano tutti, del resto ad uno dei pestati hanno procurato lesioni guaribili in 120 giorni. Ha rischiato di rimanere paralizzato. —


 

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