Visionate le telecamere per identificare la violenta baby gang in azione a Venezia e Mestre

Gli autori hanno tutti tra i 13 e i 19 anni. Il prefetto Zappalorto vuole convocare i genitori

Baby gang in azione a Venezia: le fasi concitate dell'ultima aggressione

VENEZIA e MESTRE. Gli ultimi episodi sabato sera, il primo alle 20 a Mestre (coinvolto persino un tredicenne), il secondo in centro storico a Rialto, alcune ore dopo. Nel primo caso i cinque ragazzi che hanno rapinato un minimarket sono stati denunciati dalla polizia, in centro storico invece il gruppo che ha aggredito due coppie di fidanzati e una ragazza non sono stati trovati.

Visionati i primi video delle telecamere di Rialto che hanno ripreso la rissa di sabato. Intanto il Prefetto ha annunciato un nuovo incontro con i vertici delle forze dell’ordine per fare il punto della situazione e convocare i genitori dei ragazzi già individuati e denunciati.

In quest’ultimo episodio i ragazzi hanno agito come un branco.

Mentre la ragazza e le due coppie se ne stavano andando dalla zona di Rialto sono stati avvicinati da un gruppetto di ragazzini minorenni. Uno di questi ha chiesto una sigaretta ai ragazzi delle coppie. Gli altri hanno risposto di non averne. Ne è nata una discussione accesa.

Ben presto le parole hanno lasciato posto ai fatti e il gruppo di ragazzetti ha cominciato a picchiare gli altri. Ma non solo. Infatti dal buio sono comparsi altri aggressori, una ventina in tutto. Hanno picchiato violentemente i cinque, non hanno risparmiato nemmeno le ragazze.

Hanno usato bottiglie di vetro e bastoni. Una tempesta di colpi durata pochi minuti. Poi la fuga del branco. Quando sono arrivati gli agenti del commissariato di San Marco c’erano solo i cinque feriti. Portati in ospedale due di loro hanno prognosi pesanti: un ragazzo per un colpo alla schiena 40 giorni; mentre una ragazza per una bottigliata in testa 15. Gli altri tre se la caveranno in una settimana.

Sono una trentina, hanno un’età che varia tra i 13 e i 19 anni. Vivono tra Marghera, Mestre e il centro storico. La gran parte è già stata denunciata per rapina e violenza. Sono i ragazzi della banda che da mesi imperversano con la loro violenza in terraferma e in centro storico.

La descrizione è fatta dal vice questore aggiunto Enrico Aragona, dirigente dell’ufficio volanti della Questura. «Le prime avvisaglie le abbiamo avute la scorsa estate con alcuni episodi di violenze con protagonisti dei ragazzini - spiega Enrico Aragona -. Poi è stato un crescendo di episodi violenti. Il nostro impegno è sempre quello di intervenire il più velocemente possibile e grazie questo siamo riusciti a individuare il gruppo che nei mesi si è allargato. Ora sono una trentina e i più carismatici inoltre fanno seguaci tra i ragazzini addirittura tra i tredicenni».

Nella banda ci sono stranieri di seconda generazione e italiani. In comune hanno di sicuro l’antipatia, usando un termine moderato, verso bengalesi e cingalesi, che spesso picchiano solo per il gusto di farlo. La banda si è sviluppata attorno ad un gruppo iniziale composto da alcuni veneziani.

Tra questi c’è un 16enne, ritenuto il ragazzino con il maggior carisma. Ruolo conquistato per il fatto che picchia con più violenza degli altri e frequenta palestre dove si praticano arti marziali. A questo gruppo, quando sono cominciate le scuole si sono uniti altri ragazzini che frequentano gli stessi istituti dei primi.

C’è stata poi la fusione con i cosiddetti ragazzi di Marghera. In parte sono stranieri nati in Italia. In particolare moldavi e romeni. Nelle loro azioni prendono di mira coetanei, ma anche adulti. E quando picchiano sono veramente violenti. Undici degli aggrediti sono stati ricoverati all’ospedale.

Ieri il Questore Maurizio Masciopinto ha voluto consegnare un riconoscimento ai poliziotti che sabato sera hanno individuato e denunciato i cinque ragazzi responsabili della rapina e del pestaggio ai danni dei bengalesi che gestiscono il minimarket di via Fappani.

«Per noi l’immediatezza dell’intervento è fondamentale. Loro sono stati bravi individuare i responsabili - spiega il Questore -. Un intervento che ha un valore anche per i ragazzi responsabili della rapina. Devono capire che non ci sarà un escalation di rapine e aggressioni. Devono rendersi conto che la situazione è molto rischiosa sia per chi aggrediscono, ma anche per loro stessi. La situazione può sfuggire di mano a loro, ma possono trovarsi davanti chi prima o poi con più violenza di loro». Tra le altre cose con l’entrata in vigore della legge sull’autodifesa, il rischio che chi viene aggredito o rapinato nel proprio negozio possa rispondere sparando.—


 

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