«Fermiamo questa colata di cemento. A Mestre alveari, in laguna l’invasione»

Gian Angelo Bellati torna in campo. Alla testa dei movimenti civici e con un obiettivo: l’alternativa alla giunta Brugnaro

VENEZIA. «Una colata di cemento che fa male a Venezia e fa male anche a Mestre. Un disastro di cui è responsabile questa amministrazione». Riecco Gian Angelo Bellati. Ex dirigente di Unioncamere, candidato per la Lega e le civiche alla corsa di sindaco nella primavera del 2015. Battuto da Luigi Brugnaro, con lui aveva fatto un accordo elettorale. Adesso torna in campo come presidente del Movimento Venezia autonoma.



«Sono a disposizione», dice, «per costruire un’alternativa a questa amministrazione».

Nata con il sostegno anche delle sue liste.

«Ma quel patto è stato tradito da Brugnaro. Non ha rispettato gli accordi».

Parole pesanti.

«Pochi punti dimostrano che quello che si era concordato non è stato portato avanti da questa giunta: la riduzione delle tasse alle imprese, l’appoggio al referendum per l’autonomia amministrativa, la divisione del budget tra le Municipalità».

Dunque?

«Bisogna cambiare».

La città sta meglio o peggio di quattro anni fa?

«Peggio! Hanno ragione le associazioni e i rappresentanti dell’opposizione, tra cui l’ex assessore del Pd Andrea Ferrazzi a protestare contro questi disastri, a cominciare dai nuovi alberghi a Mestre».

Molti erano già previsti dalle amministrazioni precedenti».

«Ma adesso ne sono arrivati altri. Si continuano ad autorizzare nuovi alberghi, nuovi ostelli, nuovi edifici e nuova cementificazione. Si dimostra una capacità di fare impresa dannosa. Mestre e Venezia non hanno bisogno di sviluppare ancora il turismo, ma di attività alternative, che permettano ai residenti di restare, che offrano posti di lavoro in settori diversi. Guai dipendere da un solo settore economico avvantaggiando pochi e danneggiando la gran parte della popolazione! Ecco questo ci saremmo aspettati da un sindaco imprenditore».

Sta parlando di Mestre

«Ma questa colata di cemento che ha trasformato i dintorni della stazione di Mestre in un alveare di tipo sovietico farà male anche a Venezia. Pensiamo alle masse di visitatori che ora potranno alloggiare in questi alveari a pochi euro e invaderanno la città antica».

C’è la tassa di sbarco.

«C’è ma non si vede. Quella tassa verrà utilizzata per far cassa e alimentare lo spreco di danaro pubblico, non per fermare l’invasione che sta facendo scappare i residenti».

Qual è la soluzione?

«Il Comune autonomo. Non una legge Speciale, ma il riconoscimento della Specialità di Venezia, che vuole essere una città normale. Rimane il nostro obiettivo. Adesso speriamo che il Consiglio di Stato accolga il nostro ricorso».

Se doveste perdere ancora?

«Venezia diventerà sempre più Disneyland, Mestre un dormitorio senza futuro. Continueremo la battaglia».

La Lega sosterrà le istanze separatiste? Con il referendum non è stato così».

«In questa amministrazione non ci sono rappresentanti veri della Lega. Si sono fatti bidonare. Non hanno avuto quello che chiedevano. Nè il vicesindaco né i due assessori».

E il resto della politica?

«Tutto tace. Risultato è che non abbiamo più un rappresentante veneziano in Consiglio regionale, e la Regione declassa il nostro Ospedale civile di Venezia. Ci sono pochi veneziani anche in giunta. E si vede da come i nostri problemi si sono aggravati. Il moto ondoso, i plateatici, i take away. Adesso basta: bisogna cambiare rotta». —


 

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