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Due supermanager per l'M9

Si chiamano Stefano Antonio Sernia ed Edmoando Pasquetti e si occuperanno dell'aspetto immobiliare e degli eventi

MESTRE. Museo M9, parte la fase due: quella della sostenibilità, della promozione e dello sviluppo. Sono queste le parole cardine della nuova via imboccata dalla Fondazione di Venezia, che su Mestre e il museo ha investito 110 milioni di euro. Polymnia, la società di gestione, cambia nome e diventa M9 district. Ieri il primo Cda con i nuovi vertici.



Amministratore delegato è Stefano Antonio Sernia, nuovo segretario generale della Fondazione di Venezia. Ex direttore centrale dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agea (l’agenzia per le erogazioni in architettura) il 58enne arriva a Mestre con il ruolo di pianificazione e controllo di gestione. «Sto iniziando a conoscere la realtà cittadina e i suoi equilibri. Nella mia vita professionale sono abituato alle sfide complesse e sono pronto», le sue prime parole. Al suo fianco il pordenonese Edmondo Pasquetti che assume il ruolo di amministratore delegato alla promozione. «Il progetto M9 è come una auto da Formula 1, con motori e piloti capaci e quindi il nostro obiettivo è farlo correre, con forti partnership con compagnie di crociere, hotel, tour operator locali e internazionali ma occorre anche pensare alla città con tanti eventi». L’imprenditore ha fondato la Videoline ed è esperto di strategie commerciali di nuove forme di marketing. In cda Sernia e Pasquetti prendono il posto dei dimissionari Valerio Zingarelli e Guido Guerzoni, ringraziati da tutti per lo sforzo operato per il centrato obiettivo dell’apertura del museo.

Ieri i nuovi manager si sono presentati al fianco del presidente Giampietro Brunello e del presidente di M9 District Luigi Magistro che hanno indicato che la seconda fase di M9 deve essere quella della svolta. I 200 mila visitatori l’anno e 500 mila in tre anni sono l’obiettivo per la sostenibilità. «Dobbiamo far decollare il polo. Il museo è la locomotiva fondamentale ma serve un indotto forte che non è solo il distretto M9 ma tutta l’area centrale di Mestre. Questa la sfida», dice Brunello. «Si volta pagina, siamo in un’area del paese importante, siamo vicino a Venezia, il polo culturale ed economico va realizzato», incita Magistro. Il presidente Brunello precisa: il distretto museale non è un corpo estraneo rispetto al centro di Mestre. Entrambi devono lavorare per il rilancio: alla Fondazione non bastano i 2.800 metri quadri di spazi commerciali per tenere testa alla concorrenza dei centri commerciali ma visto che non ci saranno altre acquisizioni di spazi, l’alleanza è con commercianti e città per rivitalizzarla con eventi, iniziative, mostre, incontri nel segno di M9. Nelle prossime ore è già in agenda un incontro con il sindaco.

Diventa urgente, continua Brunello, andare ad implementare l’offerta del museo con nuove sezioni: «Occorre parlare di Europa, di scoperte scientifiche, della scoperta dello spazio. Le evoluzioni significative del Novecento».

Il direttore Marco Biscione ha avviato le prime riunioni operative. Occorre stringere accordi con le compagnie di crociere, con i tour operator e i grandi alberghi per promuovere pacchetti di soggiorno a Mestre, anche differenziati, che leghino l’esperienza della visita al museo con alberghi e ristorazione. Entro l’estate la visita al museo entrerà nei piani formativi delle scuole. «Non si poteva farlo prima con un museo aperto dal 1 dicembre». E verrà usato di più il terzo piano del museo, 1.400 metri quadri di spazio da riempire anche con eventi diversi, in contemporanea. E arriveranno i maxi schermo nella corte dello spazio M-Children, la grande piazzetta oggi poco usata a fianco di S.Maria delle Grazie, per «vedere le partite di Champions della Juve». —


 

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