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Borile sapeva di truffare lo Stato

Base rimessa a nuovo la notte prima dei controlli dalla cooperativa Edeco, personale spostato da altre strutture per far numero

CONA. Secondo l’accusa Simone Borille era consapevole che stava truffando lo Stato quando compilava le schede della presenza del personale nei centri. Inseriva numeri nel rispetto ndel capitolato d’appalto, ma i lavoratori non c’erano, se non in minima parte.

L’idea di spostare da un centro di accoglienza ad un altro i dipendenti della Edeco, quando c’erano i controlli, era stata pensata a tavolino.


Lui era convinto, con i suoi collaboratori, che apparivano in realtà come vertici della Cooperativa, di poter continuare con questo sistema fino a quando c’era l’emergenza profughi.

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