Il Demanio fa cassa, l’ex convento San Salvador tra i gioielli in vendita

Rinnovata la lista dei beni messi sul mercato e che rientrano nel piano delle alienazioni triennale 2019/2021: tra questi anche una torre a S. Erasmo

VENEZIA. L’obiettivo del nuovo direttore Riccardo Carpini è portare la cultura della vendita nel Demanio. Così ha raccontato in una intervista uscita il 26 marzo sul Sole - 24 Ore. Insediato da cinque mesi, ha le idee chiare su come liberarsi da lotti, edifici o terreni incolti abbandonati da anni, ma nel riordino che ha in mente c’è anche l’alienazione di strutture importanti, come l’ex convento San Salvador, concesso da decenni alla Telecom, ancora da quando nel 1964 era Sip, e previsto nel piano di vendita 2019-2021.



Entro il 30 aprile si conoscerà l'elenco dei 1500 beni alienabili del Demanio in tutta Italia. Tra questi 400 dovrebbero essere di pregio come l'ex convento San Salvador che dovrebbe rientrare tra  i bene della lista.  Si tratta della sede cinquecentesca ormai conosciuta del Telecom Future Centre, spazio culturale di Telecom dal 2002 e teatro di incontri culturali, come è accaduta per la presentazione di alcune edizione del Premio Campiello, o di alcune presentazioni del Carnevale o di eventi collaterali o padiglioni della Biennale di Venezia. La sede, con un chiostro meraviglioso meta di tour culturali, rappresenta una delle chicche e rientra nel 400 beni su 1.500 che faranno la differenza in termini di introito per lo Stato.

Sul sito dell'Agenzia del Demanio ci sono attualmente i lotti la cui concessione sta per scadere. C’è anche quello del locale frequentatissimo dai veneziani Al Marcà, battuto all’asta e comprato a fine 2018 dai proprietari stessi, partendo dall’offerta base di 237 mila euro per 13 metri quadrati. «Nell’ultimo periodo eravamo preoccupatissimi» racconta Giusepe Zanon «Così ci siamo decisi a fare un mutuo e adesso speriamo che tutto proceda per il meglio». Un altro lotto adesso è in vendita. Si tratta di un locale ubicato sempre in Campo Bella Vienna al civico 217, attualmente adibito a magazzino da un bar della zona, in vendita a partire da una base d’asta di 283 mila euro per 13 metri quadrati, ovvero a 21.769 al metro quadrato. La cifra per acquistare un pezzettino di cuore della città è indicativa perché, all’apertura delle buste previste il prossimo maggio, se ci fosse più di un candidato l’asta potrebbe alzarsi.

Gli altri lotti all’asta sono tre immobili in via Pigafetta al Lido di Venezia, in vendita a prezzi irrisori, ma da ristrutturare. Il primo, da 11 metri quadrati, destinato a magazzino e vincolato dal punto di vista storico e artistico, parte da una base di 3550 euro, ma chi lo acquista dovrà comunque fare dei lavori e smaltire la tettoia. Il secondo e il terzo sono invece “più cari” perché quello al civico numero 20 (55 metri quadrati con cucina, soggiorno, due camere e un bagno, vincolato dal punto di vista storico e artistico) è in vendita a una base di 72.200 euro. L’altro, al civico 14 (grande 63 metri quadrati, al primo piano di Terre Perse e vincolato), si potrà acquistare a partire da 82.700 euro.


Scorrendo l’elenco impossibile non notare l’affascinante torre telemetrica a Sant’Erasmo, ubicata proprio vicino alla Via dei Forti e in vendita a partire da 37.200 euro, in pessimo stato manutentivo.

Per quanto riguarda invece Telecom Italia la società che ha in gestione l'ex convento non sembra però preoccupata, almeno per ora. Quando e se si avrà la conferma che l'ex convento è in vendita si attiverà per trovare una soluzione. La concessione in vigore da decenni con l’Agenzia del Demanio si rinnova ogni sei anni. Quella attuale scadrebbe nel 2021, tra tre anni, proprio quando è prevista la chiusura del piano strategico del Demanio. Il contratto in vigore implica che la proprietà debba eseguire tantissimi lavori di manutenzione, come ha sempre svolto, e pagare un canone di affitto altissimo.

Inutile dire che se la concessione davvero scadesse e il Telecom Future Centre fosse costretto ad andarsene, il timore di molti veneziani sarebbe quello di vederci un altro hotel. Certo, la spesa sarebbe davvero enorme perché parliamo di oltre 6000 metri quadrati di un complesso che risale al Cinquecento, ma la paura di un altro albergo c’è in una città che lotta per essere ripopolata dai veneziani.


 

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