Manifesti fascisti a Mestre: cresce lo sdegno

Fasci in tutta la città a 100 anni dalla fondazione del movimento. L'Anpi: "Atto vile contro i valori democratici"

MESTRE.  Sono apparsi sia a Quarto d’Altino che a Mestre, in via San Donà, e il tam tam di sdegno è stato immediato, con una raffica di messaggi di segnalazione sui telefonini cellulari di associazioni e privati cittadini. Poi è arrivata anche la nota di protesta dell’associazione partigiani di Mestre. I manifesti sono eloquenti: il fascio littorio su sfondo bianco per i 100 anni di giovinezza, ovvero il centenario dei fascisti italiani.

In una nota la sezione ANPI di Mestre “condanna l'ennesimo vile attacco ai valori democratici da parte di gruppi neofascisti a Quarto D'Altino e in via San Donà a Mestre con espressioni di esecrabile e pericolosa esaltazione del centenario dei Fasci italiani di combattimento, in linea purtroppo con la celebrazione organizzata da Forza Nuova e  autorizzata a Prato per il 23 marzo”, si legge nella protesta dell’Anpi cittadino .

"Tira una brutta aria nel nostro Paese", commenta il deputato Pd veneziano Nicola Pellicani, "ma non possiamo permettere vengano esposti manifesti come quelli affissi a Mestre. Il fascismo è stato protagonista della pagina più buia del secolo scorso, non solo va condannato, ma l'apologia del fascismo è un reato. Quei manifesti vanno rimossi subito, ribadendo che Venezia è una città antifascista." 

I manifesti sono apparsi in occasione del centenario della fondazione dei Fasci itaiani di combattimento ad opera di Benito Mussolini, primo strumento operativo sqadrista al servizio del progetto politico mussoliniano che presto evolse nella dittatura del ventennio fascista.

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