Mostra su Rialto con un appello «Istituzioni, parlate con i cittadini»

Sabato l'inaugurazione dell'esposzione organizzata dall'associazione Rialto Novo. Tuttavia i Musei Civici non si fanno sentire e cresce il senso di abbandono

VENEZIA. Il 25 marzo 421 nasce Venezia. Per celebrare la data mitica della fondazione della città, l’associazione Rialto Novo inaugura sabato 23 alle 10 all’Archivio di Stato la mostra Rialto. Centro di una “economia mondo” con 35 documenti, per la maggior parte inediti, e un tour speciale nell’area realtina su prenotazione obbligatoria (rialtovisite@gmail.com). L’esposizione, a cura di Donatella Calabi, Luca Molá e Paolo Morachiello con un catalogo di Supernova, sarà aperta al pubblico dal 25 al 5 aprile. È un viaggio nel mercato, nei traffici economici e nella realizzazione del Ponte di Rialto.

Come promesso all’incontro all’Ateneo Veneto sul futuro di Rialto, prosegue l’impegno di tanti cittadini che chiedono alle istituzioni un aiuto per riqualificare il Mercato del Pesce.


Tuttavia, l’amministrazione tace, in particolare i Musei Civici.

Da mesi uno zoccolo duro di persone che hanno preso a cuore la missione Rialto (dal pescivendolo Andrea Vio, passando per Gabriella Giaretta di Rialto Novo e Iginio Mascari del negozio di spezie e degli stessi curatori) sta infatti lavorando senza sosta affinché si crei un dialogo tra veneziani e istituzioni per attuare il progetto di riordino e miglioramento della Pescheria e per preparare un business plan per il Museo del commercio della Serenissima. All’entusiasmo popolare di far rivivere il cuore di Venezia unendo arte e cibo, dimostrato anche da una raccolta che sta sfiorando le 4500 firme, c’è il silenzio tombale dell’amministrazione e della Fondazione Musei Civici, assenti all’Ateneo Veneto.

Se però, a detta dei portavoce, lo scorso 8 gennaio il sindaco Luigi Brugnaro si era dimostrato aperto alle idee dei cittadini, non sì può dire lo stesso per la Fondazione che non ha mai risposto alle richieste di incontro né del comitato Rialto Novo, né dei curatori della mostra, lasciando un vuoto che inizia a creare disagio.

«Noi non parliamo politichese» tuona Iginio Mascari della bottega di spezie «C’è bisogno che il sindaco ci dica come vuole procedere, ma soprattutto che i Musei rispondano. Che ci dicano che cosa vogliono fare senza prenderci in giro». Da poco la Fondazione ha restaurato la Loggia sopra la Pescheria, risvegliando nei cittadini il desiderio mai assopito di dedicare quello spazio a un museo del commercio di Venezia, in particolare dell’area realtina.

Il gruppo che sta portando avanti il progetto di riqualificazione dell’area, afferma che prima di arrivare a discutere di questo, si possano comunque fare tante altre cose, per esempio dare il plateatico libero alla domenica per organizzare mercatini di artigianati e tante altre iniziative, ma non solo. «Il Comune per il Carnevale ha concesso che si potesse cucinare il pesce cotto per alcuni giorni, perché non riproporlo con il nostro pesce e le nostre ricette?» spiega il pescivendolo Andrea Vio «Chiediamo che questa città faccia qualcosa per chi la difende e per chi la ama, ma assistiamo alla multa della Legatoria Polliero per un’insegna e, ora, al ricalcolo retroattivo dell’acqua a partire dal primo gennaio 2018. Ci è appena arrivata una bolletta di acqua da 1600 euro. Ci aiutano o ci vogliono uccidere?».

La sensazione di abbandono inizia a dilagare sempre di più e, in questo contesto, la mostra all’Archivio è più di una mostra, ma un richiamo alle istituzioni affinché non si perda il cuore della città. —

Vera Mantengoli
 

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