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«I controlli nelle classi sono utili. Le regole si devono rispettare»

Cani antidroga nelle aule, parla la responsabile regionale dei presidi «Vanno di pari passo con la prevenzione, da fare con famiglie e Usl» 

L’INTERVISTA

Blitz antidroga nelle scuole. Controlli nelle aule con l’ausilio di cani antidroga. A Mestre - la scorsa settimana - come nel resto d’Italia. Gli interventi di Mestre (al Parini, allo Zuccante e al Sarpi), concordati con i dirigenti scolastici, hanno portato al rinvenimento di modiche quantità di hashish.


Azioni di questo tipo hanno un effetto deterrente nei ragazzi sul consumo di droga?

«Premetto che non critico operazioni di questo tipo», dice Giancarla Marin, presidente regionale Andis (l’Associazione Nazionale Dirigenti scolastici), «noi, come associazione, ci ispiriamo però a principi di carattere pedagogico quindi crediamo in primis nell’educazione. Fondamentale è la prevenzione che deve essere fatta nelle scuole con famiglie e Usl per spiegare la nocività delle droghe».

È giusto che in una scuola entrino carabinieri con i cani ed effettuino queste operazioni di grande effetto?

«Queste azioni vanno concordate con gli istituti scolastici. Sono d’accordo che non devono essere delle cose eclatanti, ma è importante che i ragazzi sappiano che esistono delle regole che vanno rispettate. Devono sapere che ci sono dei controlli e che, fuori dalle scuole, ci sono anche persone in borghese che sorvegliano la situazione, soprattutto per colpire chi spaccia la droga».

Alcuni ragazzi sono stati scoperti con uno spinello davanti ai loro compagni. Non può esserci un risvolto negativo?

«Il benessere psicofisico dei ragazzi deve essere la priorità, ma se si continua a dire che queste operazioni non vanno fatte perché i ragazzi si vergognano davanti ai compagni diamo un messaggio sbagliato. Dobbiamo aiutare i ragazzi a crescere, a prendere coscienza di sé e del fatto che ci sono delle regole che vanno rispettate».

I ragazzi sono stati segnalati alla prefettura, come previsto dalla legge. Ma secondo lei è giusto?

«Va detto che grazie a queste operazioni, in alcuni casi, possono però emergere anche situazioni ben più gravi. E comunque ritengo debba esserci un equilibrio tra tolleranza e giustizia». —

Matteo Riberto

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