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Revoca dell’arresto per Giuseppe Mirizzi

G.Ca.
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ERACLEA. È stata revocata la prima misura cautelare in carcere dopo l’operazione della Dda di Venezia che ha portato all’arresto del sindaco di Eraclea Mirco Mestre e altre 50 persone per estorsione, associazione per delinquere di stampo mafioso e altri reati. Giuseppe Mirizzi 58 di San Donà era accusato di estorsione con la moglie Norah Elena Valencia, ai domiciliari. Il suo avvocato, Giuseppe Muzzupappa aveva chiesto la revoca della misura cautelare in carcere. «Abbiamo evidenziato», spiega Muzzupappa che difende cinque indagati in questa operazione, «che il mio assistito era già stato arrestato e si trovava in carcere a Padova, quindi tecnicamente non poteva aver partecipato al sodalizio. Era in carcere e poi ai domiciliari nel periodo in cui gli vengono attribuite le estorsioni che avrebbe messo in atto. Aveva pagato con un assegno un commerciante di San Donà, ma con l’ impegno di non incassarlo, come invece non è stato fatto, e ne era nato un litigio violento, ma non l’ estorsione». «Per la moglie Nora», prosegue il legale, «coinvolta anche lei in quell’episodio, ho già presentato istanza di revoca della misura cautelare». Quanto a Raffaele Celardo residente a San Donà, 34enne campano accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione per i rapporti con Luciano Donadio, l’avvocato Muzzupappa dice: «Si tratta di vecchie amicizie di famiglie che duravano da anni, ed episodi datati nel tempo, comunque Celardo si è avvalso facoltà non rispondere». —

G.Ca.

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